Inflazione tassi in aumento

In Italia a giugno l’inflazione ha toccato livelli record che non si registravano dal 1986, con tutto ciò che ne consegue – in termini estremamente negativi – per le tasche degli italiani. L’aumento generale dei prezzi colpisce infatti tutti i settori, dalla spesa alle bollette, fino ad arrivare ai tassi d’interesse dei mutui per l’acquisto di una casa che sono in netta salita. È conveniente dunque in questa fase acquistare una casa? Vediamo insieme qual’è lo scenario.

Inflazione e tassi dei mutui in aumento

Iniziamo subito col dire che per un finanziamento a tasso fisso di 20 -30 anni, che superi il valore del 70% della casa che si vuole acquistare, difficilmente si riuscirà ad ottenere in questa fase un tasso d’interesse sotto il 3%. Più basso, ma con più rischi, quello variabile che si attesta sotto l’1,5%, anche se l’aumento del costo di questa tipologia di mutui nei prossimi mesi è dato per scontato.

Una situazione di certo non ottimale per chi intende acquistare una casa in questa fase visto che, oltre ai tassi, va preso in considerazione lo spread che le banche aggiungono (anche questo in crescita per via dell’inflazione) e dal sempre minore potere d’acquisto degli italiani. Ad un aumento del costo della vita (+8% registrato nel mese di giugno 2022) non corrisponde infatti un aumento degli stipendi: con gli stessi soldi si deve dunque far fronte a spese sempre più alte.

Si tratta di uno scenario molto negativo che mette in crisi l’intero settore immobiliare. Le banche, per provare a tamponare, hanno cominciato a proporre mutui variabili con il tetto massimo alla rata, anche se resta sempre più sicura la scelta del tasso fisso. Chi vorrebbe acquistare una casa, invece, preferisce temporeggiare. A riferirlo è lo studio condotto da due istituti di ricerca, Nomisma e Scenari immobiliari, che hanno evidenziato la caduta degli acquisti di case da mettere a reddito a causa dei rendimento sugli affitti non certo allettante.