Ius Scholae divide la politica

In Italia la politica si divide sullo Ius Scholae, la proposta di legge avanzata in Parlamento dal Partito Democratico che prevede una modifica all’attuale normativa sull’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di un cittadino straniero. Più nello specifico il testo vorrebbe introdurre la possibilità per un minore non italiano, ma nato in Italia, di richiedere la cittadinanza dopo il compimento di almeno un ciclo scolastico di 5 anni. Il minore deve risiedere legalmente in Italia e deve aver regolarmente frequentato in Italia uno o più cicli scolastici presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale idonei al conseguimento di una qualifica professionale. Le forze politiche che compongono il Parlamento si dividono sul tema, con la Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia fortemente contrarie. I dati, però, dimostrano come gli stranieri stiano salvando l’Italia, soprattutto da un punto di vista demografico.

Lo Ius Scholae divide la politica

Secondo quanto riportato da diverse organizzazioni internazionali come Ocse e Fmi, i Paesi occidentali, ivi compresa l’Italia, vivono un forte calo demografico con tutto ciò che ne consegue nel mondo del lavoro. “Meno abitanti significano meno potenziali lavoratori – ha detto a dicembre scorso l’economista Carlo Cottarelli all’Espresso – meno produzione, tasse, contributi, consumi, insomma meno Pil, tutti i danni del decremento di popolazione che è causa non ultima del ristagno di crescita e produttività dell’Italia negli ultimi vent’anni, a parte le montagne russe del periodo pandemico. La situazione è tale che potrebbe portare in un futuro non lontano all’insostenibilità dei conti pubblici”.

Ci sono poi i numeri. Secondo l’Istat In Italia nel 2022 ci sono 59,3 milioni di cittadini – compresi i 5 milioni di stranieri regolarizzati -, ma 10 anni fa erano 60,3 milioni, con le prospettive che vanno via via abbassandosi negli anni. Nel 2030, sempre secondo l’Istituto di Statistica, saremo 58 milioni, nel 2050 54 milioni e nel 2070 47 milioni.

È senza dubbio vero che gli immigrati non possano da soli provvedere al calo demografico, ma è altrettanto vero che possano rappresentare un contributo importante a tale causa. Secondo il Dossier immigrazione del centro studi Idos, fra il 2002 e il 2020 gli italiani fra i 20 e i 49 anni sono diminuiti di 4,6 milioni – da 23,8 a 19,2 – mentre gli stranieri di pari età sono aumentati di 2,1 milioni, da 900mila a 3 milioni.