mercato azionario recessione

Quello che si è concluso il 30 giugno 2022 è stato il peggior semestre azionario degli ultimi sessant’anni. Era il 1970 e l’indice chiuse i primi sei mesi dell’anno in calo del 21,01%, mentre oggi è sceso al 21,22%. Le brutte notizie dal mercato azionario, però, non finisco qui: il combinato di perdite accumulato dai mercati di capitale azionario e obbligazionario è arrivato a 31 trilioni di dollari nel primo semestre. Si tratta di una cifra che non ha precedenti seguita da un’altro inquietante dato, ovvero il raffronto con il controvalore di calo nei bilanci delle Banche centrali globali, solo 1 trilione di dollari. Numeri e dati figli del periodo di grave crisi economica innescata dalla pandemia da covid-19 e amplificata dalla guerra. Un semestre terribile sui mercati azionari e il rischio recessione da scongiurare.

Il peggior semestre del mercato azionario

Il primo semestre del 2022 è stato dunque fortemente negativo, con le vendite che l’hanno fatta da protagoniste. L’indice Vix è in rialzo del 6,61%, con cali a doppia cifra per quanto riguarda invece l’Equity Ue. A Wall Street, come detto, l’S&P 500 segna il peggior risultato dal 1970, seguito anche dal Nasdaq, che perde ben 30 punti percentuali. Non va meglio a Milano, che al 30 giugno 2022 ha registrato performance al ribasso del 3% soprattutto per via delle vendite che hanno riguardato il settore bancario (titoli di Intesa Sanpaolo e Unicredit in calo del 5,9% e 6,5%). Le vendite, in realtà, hanno riguardato tutte le principali piazze europee con il Dax di Francoforte che perde il 2,9%, Londra perde il 2,9%, Amsterdam il 2%.

Non va di certo meglio sul mercato azionario asiatico, con la borsa di Taiwan che perde il 2,72% e l’indice Nikkei di Tokyo che perde l’1,54%, e nel mondo della Blockchain, con il Bitcoin che perde circa il 6% e torna sotto quota 19mila dollari, mentre la quotazione di Etherum in flessione del 7,83% avvicinandosi nuovamente a quota 1000 dollari.

Un quadro senza dubbio complicato, con il secondo semestre del 2022 che non parte certo con slancio. Il future dell’indice EuroStoxx 50 perde lo 0,99% e quello del Dax lo 0,90% in linea con l’andamento dei futures di Wall Street (-0,74% il Dow Jones e -0,86% l’S&P500) e delle borse asiatiche con l’indice Nikkei di Tokyo che ha lasciato sul terreno l’1,7%. In calo dello 0,62% anche l’indice Hang Seng.