Non tutto il male vien per nuocere. Il vangelo secondo cui l’ufficio sarebbe fondamentalmente un posto dove divertirsi lavorando con i colleghi tutti amici fidati – il cuore della disciplina anglosassone nota come “Team Building” – pare essere sempre più una vittima inconsapevole del Covid-19. Già il concetto si era radicato relativamente poco in Italia, dove il flusso del nuovo personale in arrivo è meno continuo e le uscite perlopiù avvengono (almeno idealmente) per pensionamento. Ci si conosce, per dire, fin troppo bene per fidarsi…

Certo, così gli italiani si sono persi “un sacco di divertimento”: come, nel punto alto del fenomeno Team Building negli Usa, la terrificante moda del paracadutismo di massa insieme ai colleghi: tutto allo scopo aziendale di “ottenere una miglior coesione e una maggior collaborazione fra i propri dipendenti”.  Ovviamente, ci si poteva rifiutare di partecipare – sapendo però che su qualche scheda sarebbe poi finita l’annotazione “Non è un team player”…

Il “divertimento” obbligatorio sta fallendo

Comunque sia, con l’arrivo della pandemia, il tentativo di ricreare il “divertimento obbligatorio” attraverso i collegamenti Zoom ha mostrato presto la corda, come in occasione del triste brindisi all’Anno Nuovo, soli davanti allo schermo del portatile. Il nuovo mondo del lavoro che si sta delineando attraverso la confusione delle presenze da “hybrid working” – in ufficio un po’ sì e un po’ no – non è il massimo dal punto di vista del “team”. Ha reso praticamente impossibile riuscire a riunire tutti per i necessari appuntamenti con lo spumante economico e il volemose bene.

C’è allarme tra i professionisti del Team Building,

I telefoni squillano meno di una volta, una preoccupazione recentemente registrata dalla BBC con il titolo: “The death of ‘mandatory fun’ in the office”. Nel suo servizio, l’emittente inglese osserva che “molti lavoratori sono deeply relieved” – ‘profondamente sollevati’ -dall’abbandono di questa usanza, e inoltre che, “il riallineamento delle priorità post-pandemia significa che molta gente vuole tornare in famiglia appena possibile a fine lavoro – e al diavolo la battaglia aziendale di laser tag o quello che è”.

Ovviamente, i colleghi – amici e non – continueranno ad avere compleanni e, più occasionalmente, promozioni: eventi che paiono fatti apposta per ricordarci del perché preferiamo il vino bevuto da un bicchiere di vetro – se non di cristallo – anziché da uno di plastica…

James Hansen per Mercoledì di Rochester