prezzo medio benzina

Il governo apre il tavolo per discutere della razionalizzazione della rete distributiva degli impianti di rifornimento di carburanti. Vi parteciperanno i gestori di pompe di rifornimento, i rappresentanti delle società petrolifere, ma anche i sindacati in rappresentanza di chi ci lavora. L’obiettivo è quello di ridurre il numero di distributori  di benzina dal punto di vista numerico, rendendoli però più moderni e più adatti alla transizione ecologica, che è uno dei punti sui quali anche l’Europa tramite il Pnrr ha deciso di investire di più.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

 

LEGGI ANCHE: Altalena dei carburanti: su la benzina e giù il gasolio

Un settore in forte crisi 

L’iniziativa arriva in un momento che è tutt’altro che semplice per l’intero settore, che più di altri subisce i rincari del costo dell’energia. I benzinai, qualsiasi sia il prezzo del carburante, guadagnano sempre una media di 4 centesimi al litro. Più salgono i prezzi, più si risparmia sulla benzina, meno guadagnano. Mercoledì si è registrato l’ennesimo rincaro sui prezzi del carburante al punto che secondo i dati diffusi dall’associazione di consumatori Codascons il pieno dell’auto che costa fino a 16 euro i più per la benzina e 19 euro per il gasolio rispetto allo scorso anno. Secondo l’associazione dei consumatori, negli stessi giorni dello scorso anno la benzina costava 1,593 euro/litro, il gasolio 1,452 euro/litro, oggi per un litro di verde si spende il 20% in più rispetto al 2021, addirittura +26% per il diesel. Un pieno di benzina costa oltre 16 euro in più, mentre per un pieno di gasolio si spendono in media 19 euro in più sul 2021.
Secondo il sindacato Fegica razionalizzare a rete distributiva

«è un modo di salvare anche dei posti di lavoro. Se da un lato – spiegano – è vero che alcuni nell’immediato si perderanno, riusciremo a coprirli con gli ammortizzatori sociali. Con impianti vecchi come gli attuali e la crisi che li tocca, si rischia la chiusura di molte pompe di benzina, senza che ci sia un modo per salvare i lavoratori. La razionalizzazione della rete, invece, ha anche l’obiettivo di modernizzarla». Critici invece i sindacati di base Angac nei confronti di un tavolo che è stato convocato in ritardo e a fine legislatura.