A sinistra Carlo Poledrini, presidente Fondirigenti. A destra, Massimo Sabatini, direttore generale Fondirigenti

Il tema della sostenibilità condiziona sempre più l’agenda politica e i comportamenti di famiglie, imprese, istituzioni, tanto da essere declinato in comportamenti e pratiche ‘misurabili’, secondo i cosiddetti criteri Esg (Enviromental, Social, Governance) che sono ormai determinanti anche per la pianificazione degli investimenti pubblici e privati. Per chi guida le imprese, acquisire nuove competenze manageriali “sostenibili” diventa fondamentale. 

Fondirigenti, fondo leader in Italia per la formazione manageriale con 14mila imprese aderenti e 78mila dirigenti, da sempre è in prima linea su questi temi, e promuove iniziative e percorsi tesi a coprire un fabbisogno che si prevede in forte crescita nei prossimi anni. 

«Le aree di miglioramento del nostro Paese rispetto agli obiettivi dell’Agenda 2030 rendono quanto mai opportuna un’azione programmatica di sostegno, da realizzarsi con il supporto di tutti gli attori sociali ed economici – spiega il presidente Carlo Poledrini – Il nostro contributo si gioca sul campo delle competenze: ci impegniamo a rendere il mindset dei manager sempre più “sostenibile”, lo facciamo in modo concreto e misurabile, come è nel nostro Dna, non solo finanziando la formazione che serve alle imprese, ma anche attraverso la ricerca e modellizzazione delle competenze necessarie per il futuro, orientando la domanda sui temi ‘di frontiera’, un’attività che ci distingue dagli altri fondi interprofessionali».

Negli ultimi tre anni le risorse stanziate per la promozione di progetti strategici nell’ambito dell’innovazione sostenibile, tra avvisi e iniziative di ricerca, ammontano a circa 40milioni di euro. Iniziative come Mates (“Manager per la transizione sostenibile”) l’indagine (realizzata in partnership con Sfc Confindustria), che ha coinvolto oltre 300 manager e che ha restituito una fotografia dell’esistente anche grazie ai risultati di un questionario di Green Assessment ad uso del manager, elaborato per valutare quanto le competenze proprie e dell’impresa  siano ‘pronte’ per la transizione; o come Eco-Pack, l’iniziativa che ha preso in esame la filiera alimentare delle imprese in Emilia-Romagna e le skill necessarie ai manager per il packaging sostenibile; o, infine, il progetto realizzato a Varese sui nuovi modelli di formazione per l’economia circolare.

È un impegno per la sostenibilità a tutto tondo, quello promosso dal Fondo, che tocca anche altri ambiti di intervento, quali le iniziative sulla diversity & inclusion sviluppate con Federmanager a livello nazionale, per promuovere l’inclusività intesa come driver di valore per le imprese e il territorio; o altre iniziative per promuovere la sostenibilità anche fra le nuove generazioni di leader, come il premio di laurea Giuseppe Taliercio dedicato proprio al tema delle grandi trasformazioni in atto nell’economia: digitalizzazione, sostenibilità e smart-working.

In materia di sostenibilità, e non solo, Fondirigenti ha inoltre appena inaugurato Oil Open Innovation Library, uno spazio online per condividere know-how e progetti innovativi, che raccoglie tutti contenuti di ricerca realizzati da Fondirigenti e dai suoi stakeholder, enti di formazione, aziende, università.

«La transizione sostenibile è un orizzonte che accomuna tutto il Paese, tanto più alla luce degli ingenti investimenti che saranno promossi dal Pnrr – sottolinea il direttore generale, Massimo Sabatini – e sarà fondamentale avere a disposizione manager competenti e preparati. I fondi interprofessionali possono essere, da questo punto di vista una leva fondamentale. Nel nostro ultimo Impact Report, lo studio che realizziamo annualmente per quantificare i benefici della nostra azione, abbiamo rilevato che ogni euro investito da Fondirigenti in iniziative strategiche genera 10 euro di domanda di formazione green da parte delle imprese». 

L’adozione sempre più ampia del paradigma della sostenibilità sta portando alla diffusione altrettanto ampia, da parte delle imprese, di  modelli produttivi basati sulla riduzione, il riuso e riciclo, in un’ottica di economia circolare, che certamente richiede ai manager un approccio integrato, anche in termini di nuove competenze. Da un lato ci sono i profili manageriali “classici” che devono essere aggiornati, dall’altro la nascita di nuove figure professionali interamente dedicate alla sostenibilità. Il nuovo contesto post Covid-19 richiede, insomma, nuovi modelli che sappiano conciliare innovazioni tecnologiche con un uso più efficiente delle risorse. Sono i due orizzonti d’azione dell’ultimo Avviso 2/2021 messo in campo da Fondirigenti per aiutare le imprese a ripartire. 

Il “made in” e la formazione “sostenibile” 

I percorsi formativi scelti dalle imprese restituiscono un quadro nitido delle strategie aziendali messe in campo in epoca post-pandemica: in questo senso, i risultati dell’ultimo Avviso Fondirigenti a sostegno del “Made in”, chiuso a febbraio scorso, forniscono una rappresentazione quantomai fedele dell’orientamento di quattro grandi settori chiave del panorama nazionale, duramente colpiti dalla crisi economica degli ultimi anni: legno e arredo, moda e accessori, automotive e turismo. Sono stati 154 i piani formativi presentati, per un totale di finanziamenti richiesti di oltre 2,1 milioni di euro (a fronte di 1,5 milioni stanziati): una risposta oltre le aspettative.

Anche qui il tema della sostenibilità ha brillato da protagonista, segno che, in questo momento, sempre più imprese stanno facendo proprio quell’orizzonte di cambiamento: tra le competenze manageriali oggetto dei piani formativi presentati, la sostenibilità supera infatti, per la prima volta, il digitale. È un orizzonte trasversale ai settori, e alla dimensione aziendale, ma con un ruolo guida delle grandi imprese, soprattutto di quei settori, come l’Automotive, che più saranno influenzati dai grandi cambiamenti di scenario legati alla transizione verde. 

Quanto alla distribuzione territoriale dei piani, ai primi posti ci sono Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna: il cuore produttivo del Paese, che ha accettato la sfida della sostenibilità. Al Sud, la maggior parte dei Piani arriva dalla Campania, regione in cui si concentrano tali specializzazioni produttive. Rispetto ai quattro settori coinvolti, Moda e Automotive hanno raccolto le adesioni maggiori, con l’83% dei piani pervenuti: minori le candidature nel legno-arredo e, soprattutto, nel  turismo, che sconta la crisi profonda che il comparto sta attraversando. 

Quella della sostenibilità è, infine, una sfida che le imprese possono affrontare insieme. L’Avviso infatti, oltre a consentire il consueto finanziamento di piani aziendali singoli, ha previsto  – per la prima volta – la possibilità di presentare piani aziendali aggregati (tematici o ‘di filiera’) con il coinvolgimento di un minimo di tre fino a un massimo di 10 imprese dello stesso settore. Con il bando sono stati così attivati 15 piani aggregati: tre nell’ambito della filiera del legno, quattro nella moda e sette per l’automotive. Uno solo (nel Lazio) per il turismo: la maggior parte di tali piani è dedicata proprio a far crescere le competenze manageriali nel campo della sostenibilità. Insieme.

«Con questo Avviso – commenta ancora Carlo Poledrini – Fondirigenti si conferma punto di riferimento della formazione manageriale, elemento imprescindibile della ripartenza in atto. Per le grandi transizioni energetica, digitale e del lavoro, ci vogliono le competenze giuste. Cerchiamo di garantire una risposta di qualità al complesso di queste esigenze».

di Lara Bernardi