La vittoria nella guerra in Ucraina che la Russia si aspettava non è arrivata. Nemmeno nell’atteso discorso di Putin alla parata per celebrare la vittoria sul nazismo, che si è tenuta ieri.
Nessuna celebrazione di una vittoria in Ucraina
«Putin ha riconosciuto che non c’è una vittoria da celebrare». Lo ha detto l’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas-Greenfield in un’intervista alla Cnn, a proposito del discorso del leader del Cremlino alla parata del 9 maggio. Quanto alla possibilità che la Russia sia inserita dall’amministrazione Biden nella lista degli Stati che sponsorizzano il terrorismo l’ambasciatrice ha detto «La Russia ci si è messa da sola in quell’elenco».
Se in patria la sfilata dei militari è stato un successo di pubblico all’estero le reazioni sono state tiepide. A partire dalla quasi totale assenza di rappresentanti degli stati stranieri. L’agenzia stampa di stato Tass ha parlato genericamente di “inviati e importanti diplomatici di alcuni stati stranieri”.
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I grandi assenti della parata di Putin
Continua l’agenzia: «Lo staff diplomatico di paesi soprattutto mediorientali e africani ha assistito alla parata militare sulla piazza Rossa dalle tribune. Alcuni diplomatici indossavano costumi nazionali». Gli unici due ambasciatori menzionati per nome sono quello turco e pakistano, nessun accenno viene fatto alla Cina. Né si parla di ex repubbliche sovietiche. Fra gli ospiti stranieri presenti ala parata militare sulla piazza Rossa di Mosca c’erano l’ambasciatore turco in Russia Mehmet Samsar e l’ambasciatore del Pakistan a Mosca Shafqat Ali Khan.
Prima dell’inizio della parata l’ambasciatore presso la Russia delle repubblica popolare di Luhansk Rodion Miroshnik, «Si è congratulato con i cittadini il giorno della Vittoria dalla piazza Rossa”. La nomina di ambasciatori a Mosca delle due autoproclamate repubbliche separatiste di Luhansk e Donetsk era stata annunciata la settimana scorsa».
Assenze anche tra i russi
Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, che usualmente assisteva alla parata militare della Giornata della vittoria accanto al Presidente Vladimir Putin, sulla tribuna, ha sfilato sulla Piazza rossa a bordo di un’auto nera. Ma poi non si è più visto. Così come il capo di stato maggiore, Valery Gersasimov, di cui non è stata diffusa alcuna inquadratura questa mattina. Il Presidente Vladimir Putin, che ha assistito alla parata “dalla tribuna centrale insieme a veterani e ospiti” (la Tass precisa che anche Shoigu ha assistito alla parata, ma non precisa dove), ha pronunciato un breve discorso, in cui non ha parlato di guerra, di mobilitazione generale e non ha citato alcuna vittoria in Ucraina, neanche nelle città che i militari di Mosca controllano come Kherson. Putin non ha nemmeno parlato di arma nucleare, ma in Occidente sono in molti a pensare che le motivazioni possano stare nelle difficoltà a livello militare che la Russia sta incontrando. «C’è una retorica molto aggressiva, però è anche vero che in realtà stanno incontrando grosse difficoltà a livello militare: l’operazione avanza ma molto lentamente». Lo ha detto l’ambasciatore italiano a Kiev Pier Francesco Zazo commentando su RaiNews il discorso del presidente russo Vladimir Putin nel giorno della vittoria.
«Nella retorica della Russia di Putin chiunque affermi l’identità nazionale ucraina, viene automaticamente identificato come neonazista”, ha puntualizzato l’ambasciatore».
















