taglio sanzioni

Le casse statali attraversano un periodo felice, con una crescita del gettito fiscale. Nel mese di maggio 2022 il saldo del settore statale si è chiuso, in via provvisoria, con un fabbisogno di 11.700 milioni, con un miglioramento di circa 3.600 milioni rispetto al corrispondente valore di maggio 2021, che si era chiuso con un fabbisogno di 15.252 milioni. Lo comunica il Mef proprio nel giorno in cui debutta il nuovo 730 pre compilato.

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Il fabbisogno dei primi cinque mesi dell’anno in corso è pari a circa 35.700 milioni, in miglioramento di circa 33.300 milioni rispetto a quello registrato nel corrispondente periodo del 2021 (69.028 milioni).

Nel confronto con il corrispondente mese del 2021, il miglioramento del saldo è dovuto in larga misura all’andamento positivo degli incassi fiscali legato all’aumento dei versamenti dell’IVA, dei contributi e delle altre imposte indirette che hanno più che compensato il calo delle accise sugli olii minerali.

Gli enti locali sostengono lo stato

Le entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-marzo 2022 evidenziano nel complesso una crescita di 18.987 milioni di euro (+11,9%) rispetto all’analogo periodo del 2021. Il dato tiene conto della variazione positiva delle entrate tributarie del 15,4% (+15.471 milioni di euro) e della crescita, in termini di cassa, delle entrate contributive del 5,9% (+3.516 milioni di euro). L’importo delle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, quindi integra il dato già diffuso con la nota del 5 maggio scorso. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si registra una crescita del gettito delle imposte
contabilizzate al bilancio dello Stato (+13.621 milioni di euro, +13,7%).

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Le variazioni risultano positive anche per gli incassi da attività di accertamento e controllo (+1.501 milioni di euro, +84,2%) e per il gettito relativo alle entrate degli enti territoriali (+318 milioni di euro, +5,0%). Anche le entrate contributive registrano un aumento da ricondursi principalmente alla crescita delle entrate contributive del settore privato per effetto del trascinamento della ripresa economica registrata nel corso del 2021.

 

 

Il risultato positivo è stato parzialmente attenuato dall’aumento dei pagamenti cui hanno contribuito i maggiori prelievi degli Enti di Previdenza per l’erogazione dell’Assegno Unico e Universale e i maggiori trasferimenti al bilancio comunitario che lo scorso anno si erano concentrati nel mese di giugno.