Federal Reserve rialzo tassi
Jerome Powell, presidente della Fed

La Fed pensa a un rialzo dei tassi di un solo quarto di punto. I mercati nella maggioranza dei casi non si attendono nessuna impennata e c’è anche chi si aspetta che quella di marzo sia l’ultima stretta sul costo del denaro. Nella giornata di oggi la Federal Reserve potrebbe sciogliere del tutto il dubbio sul rialzo dei tassi. L’ipotesi diffusa tra gli analisti e gli operatori è quella secondo la quale la stagione dei tagli prenderà il via già all’inizio di maggio e che il costo del denaro, ora al 4,50-4,75%, calerà al 4% entro dicembre.

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L’America pronta a correre in soccorso del suo sistema creditizio 

Questa previsione è retta dall’idea che i problemi in cui si trova il sistema creditizio contribuiranno ad far abbassare le pressioni sui prezzi, perché ci sarà una minore concessione dei prestiti soprattutto da parte delle banche minori. L’altro timore diffuso è che le condizioni finanziarie più difficili comportino delle difficoltà dal punto di vista occupazionale creando una maggiore possibilità di una recessione. Proprio per questo l’amministrazione di Joe Biden sembra decisa, qualora ce ne fosse la necessità, a tutelare il sistema del credito come già fatto con la Silicon Valley Bank e con Signature Bank. Il segretario al Tesoro, Janet Yellen, ha già ribadito che se le banche fosse oggetto di una fuga dei depositi la Casa Bianca sarebbe in prima linea per assicurare i depositi. Secondo Bloomberg il governo Usa non esclude di garantire tutti i depositi bancari sopra i 250mila dollari, per un totale di 18mila miliardi, cioè il 75% del Pil americano. La prospettiva di una Fed meno falco, le rassicurazioni venute dalla Yellen, nonché la barriera eretta dalla autorità svizzere ed europee dopo il salvataggio di Credit Suisse (+4,2%), hanno intanto tranquillizzato ieri i mercati, tutti in rialzo (+2,53% Milano).