Fondi pensioni integrativi

I fondi pensioni integrativi rappresentano una forma di risparmio pensionistico sempre più diffusa dagli anni ’70 ad oggi che va ad aggiungersi alla pensione di base del regime pubblico obbligatorio. È dunque il secondo pilastro del sistema pensionistico italiano ed ha lo scopo di garantire al pensionato un tenore di vita adeguato anche dopo la fine della propria carriera lavorativa, in un regime tutelato e fiscalmente vantaggioso. Inoltre, grazie alla rendita integrativa temporanea anticipata, R.I.T.A., i lavoratori possono anche decidere di anticipare la normale età pensionabile prevista dalla legge. Cerchiamo dunque di comprendere come funzionano i fondi per la pensione integrativa, a cosa servono e quali sono i migliori.

Fondi pensioni integrativi, cosa sono

Per ottenere un fondo pensione integrativo il primo passo è quello di aderire ad una forma di pensione integrativa, consapevoli del fatto che difficilmente la pensione pubblica soddisferà le proprie esigenze. Possono aderire ad un fono integrativo per la pensione tutti coloro ai quali manca anche solo un anno al conseguimento del trattamento pensionistico di vecchiaia. Si tratta di lavoratori dipendenti, privati e pubblici; di soci lavoratori e i lavoratori dipendenti di società cooperative di produzione e lavoro; di lavoratori autonomi e i liberi professionisti; di persone che svolgono lavori non retribuiti in relazione a responsabilità familiari; di lavoratori con un’altra tipologia di contratto (ad es. un lavoratore a progetto o occasionale).

Esistono diverse tipologie di fondi previdenziali integrativi. Si tratta nello specifico di:

  • fondi pensione negoziali o chiusi, ovvero forme pensionistiche complementari istituite dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro nell’ambito della contrattazione nazionale, di settore o aziendale;
  • fondi pensione aperti, ovvero forme pensionistiche complementari istituite da banche, imprese di assicurazioni, società di gestione del risparmio (SGR) e società di intermediazione mobiliare (SIM);
  • piani individuali pensionistici che rappresentano i contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale ed hanno lo scopo è garantire all’utente gli stessi diritti e prerogative analoghi alle forme pensionistiche complementari;
  • fondi pensione preesistenti, ovvero quelli già esistenti al 15 novembre 1992, cioè prima del Decreto legislativo del 21 aprile 1993, n. 124 (provvedimento abrogato dal D.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252) che ha istituito la previdenza complementare.

Fondi pensioni integrativi, quali sono i migliori

Dopo aver definito cosa sono i fondi pensione integrativi è bene andare a vedere quali possano essere i migliori. Per questo quesito, però, non esiste una risposta unica, in quanto ogni alternativa presente sul mercato presenta delle caratteristiche proprie che andranno confrontate con le esigenze di ogni singolo soggetto. Quando si vuole aderire ad un fondo pensione integrativo sarà dunque molto importante valutare una serie di fattori quali ad esempio la propria propensione al rischio in relazione alla rischiosità delle tipologie di investimento proposte e gli anni mancanti alla pensione pubblica. È inoltre opportuno valutare in anticipo quale potrebbe essere il proprio trattamento pensionistico, facendo dunque attenzione a garantirsi un adeguato tenore di vita con la scelta del fondo integrativo migliore alle proprie esigenze.