Con la caduta del governi di Mario Draghi, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sciolto le Camere del Parlamento e indicato la strada del voto, con le elezioni politiche che si terranno il prossimo 25 settembre. Tempi dunque molto serrati, vista la difficile situazione economica in cui verte l’Italia e le molte attività da porre in essere. Cerchiamo allora di capire meglio le tempistiche, come funzionano seggi e collegi e qual è l’attuale legge elettorale.

Elezioni: come funzionano seggi e collegi?

Con la data delle elezioni fissata al 25 settembre, ci sono alcune scadenze che i partiti che intendono presentarsi dovranno rispettare. Stando a quanto previsto dal nostro ordinamento, le forze politiche dovranno presentare i simboli da inserire nella scheda elettorale tra le ore 8 del 44° giorno e le ore 16 del 42° giorno precedente il voto, quindi tra il 12 e il 14 agosto. Le liste dei candidati e tutti i documenti relativi alle candidature, invece, dovranno essere depositati tra il 21 e il 22 agosto alla cancelleria della Corte d’appello.

Non tutti i partiti politici sono però tenuti a raccogliere le firme. Con il decreto Elezioni, approvato lo scorso maggio, è stato previsto all’art.6 bis che sono esentati dalla raccolta delle firme “i partiti o gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere al 31 dicembre 2021”. Si tratta nello specifico di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, PD, Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali, Italia Viva e Coraggio Italia.

Ma di quante firme stiamo parlando? Fino al 2020 erano necessarie – per un partito o una coalizione – almeno 1500 sottoscrizioni e non più di 2000, per ognuno dei 63 collegi plurinominali della Camera, per un totale 94.500 firme per presentarsi in tutta Italia, e sempre almeno 1.500 firme per ognuno dei 33 collegi del Senato. Con il referendum sul taglio dei parlamentari le cose sono cambiate, con i collegi plurinominali alla Camera che sono diventati 49. Questo vuol dire che per presentarsi in tutta Italia servono 73.500 firme (ovviamente correttamente ripartite in modo da superare la soglia in ogni collegio). Vi è poi una tutela di natura legale: dal momento che si è di fronte al caso di elezioni anticipate di oltre 4 mesi rispetto alla scadenza della legislatura, il numero di firme richieste viene dimezzato (passa a 750) per ogni collegio plurinominale. Ecco dunque che per presentarsi alle elezioni del 25 settembre in tutta Italia servono 36.750 firme per la Camera e 19.500 per il Senato.

Elezioni 25 settembre, seggi e collegi

Oltre le firme ci sono le elezioni, che si svolgeranno il 25 settembre ancora una volta con il Rosatellum, legge n.165 del 3 novembre 2017. Si tratta di una legge elettorale che prevede un sistema elettorale misto, ovvero in parte proporzionale e in parte maggioritario. Entrando più nello specifico è previsto che un terzo dei seggi tra Camera e Senato venga eletto in collegi uninominali (quindi tramite un sistema maggioritario), mentre i restanti due terzi saranno divisi tra i partiti rispettando i risultati percentuali ottenuti alle elezioni (quindi tramite un sistema proporzionale). Per la prima volta nella storia repubblicana, in base a quanto deciso con il referendum sul taglio dei parlamentari, verranno eletti 400 deputati alla Camera (prima erano 630) e 200 senatori (prima erano 315).

Soffermiamoci ora sulle specifiche Camere del Parlamento. Alla Camera dei Deputati è previsto che vengano assegnati 148 collegi uninominali attraverso l’applicazione del sistema maggioritario, ovvero quello in cui i partiti e le coalizioni presenteranno un solo candidato. Viene eletta la persona che prende almeno un voto in più degli altri. Il metodo proporzionale viene invece utilizzato per gli altri 244 seggi. Si ricorda a tal proposito che l’Italia viene suddivisa in collegi plurinominali dove ogni partito o coalizione presenta una lista di candidati e riceve un numero di seggi in proporzione al numero di voti ricevuti. In questa circostanza gli elettori non possono indicare preferenze sui nomi dei candidati che sono invece eletti seguendo l’ordine dei nomi sulle liste.

Anche per il Senato si segue un sistema misto. Sono 74 i collegi uninominali, 122 i collegi del proporzionale mentre i seggi degli eletti all’estero sono 4. Non si può scegliere il voto disgiunto ma indicare una sola preferenza. I partiti ottengono i seggi solo se ottengono almeno il 3% dei voti su base nazionale. Per potere eleggere un rappresentante, le coalizioni devono invece raggiungere la soglia del 10.