Russia
Putin annuncia l'annessione di quattro regioni ucraine

Dall’inizio della guerra in Ucraina lo scorso 24 febbraio, l’Europa ha risposto all’invasione russa con le sanzioni, ovvero con lo strumento di politica estera che esercita la pressione economica nei confronti di un determinato Paese o di alcuni suoi cittadini. Fin da subito è emerso però come tale scelta avrebbe influenzato negativamente anche i sanzionatori, vista la forte interdipendenza che l’Europa stessa ha dalla Russia, soprattutto per quanto riguarda le forniture di gas. Il presidente russo Vladimir Putin sa bene tutto questo, ed infatti sta puntando molto sul ricatto della chiusura definitiva dei rubinetti del gas per mettere pressione all’Ue affinché vengano tolte o snellite le sanzioni. Vediamo più nel dettaglio cosa sta accadendo nelle ultime ore.

Le sanzioni dell’Europa e il ricatto di Putin

A giocare un ruolo determinante in questa partita è la Germania, il Paese che più dipende dalle forniture del gas russo. Dieci giorni fa il gasdotto Nord Stream 1 era stato temporaneamente chiuso a causa di programmati lavori di manutenzione. L’impressione a Berlino era che la via del gas dalla Russia potesse essere chiusa per sempre, motivo forse per il quale i tedeschi hanno deciso di “sospendere” le sanzioni per consegnare una turbina a Gazprom, multinazionale del gas russo.

E ancora, nella giornata di Venerdì 22 luglio, è entrata in vigore una modifica al regime delle sanzioni decisamente favorevole al Cremlino, in quanto rende più agevoli i pagamenti per le compagnie assicurative e altri operatori quando le russe Gazprom e Rosneft vendono gas e petrolio in Paesi terzi. Con questa mossa alcuni grandi gruppi globali come Vitol e Glencore, che dall’inizio della guerra hanno smesso di trattare il petrolio russo per conto terzi proprio a causa delle sanzioni, potranno riprendere nella loro attività con Mosca che di base ha la facoltà di registrare incassi da petrolio e gas da Paesi neutrali nel conflitto.

Tale scelta è stata commenta da Yuriy Vitrenko, amministratore delegato della compagnia ucraina del gas Naftogaz, come un gesto di debolezza da parte dell’Occidente su cui Putin farà sempre più leva attraverso il ricatto. “Vladimir Putin ora sa che ricattare funziona. Quindi aspettiamoci altri ricatti”, ha detto in modo molto tagliente Yuriy Vitrenko.

Europa, tra le sanzioni e i ricatti di Putin

C’è poi la questione del grano, con il nuovo accordo raggiunto con la Russia grazie all’intermediazione della Turchia che prevede la riapertura dei porti ucraini per l’export di venti milioni di tonnellate della materia prima. Come sottolineato dal Corriere della Sera, l’intesa raggiunta aggira alcune sanzioni finora imposte e permette alla Russia di vendere nel mondo grano e fertilizzanti in maniera più agevole.

Si tratta naturalmente di ricostruzioni ottenute seguendo la semplice linea temporale e che denotano un cambiamento di atteggiamento dell’Unione Europea nei confronti della Russia che, a sua volta, agisce muovendosi nella logica del ricatto e senza seguire nessuna regola. Putin conosce le necessità dell’Europa e su queste gioca senza scrupoli per far venir meno le sanzioni che fin qui sono state applicate al commercio del suo Paese.