Gli emendamenti al decreto taglia prezzi non sono ancora stati votati dalle commissioni del senato finanze e tesoro e industria commercio turismo. Il testo è atteso in aula il 10 maggio, ma le commissioni preferiscono, prima di esprimersi avere maggiore chiarezza sulle coperture. Il governo quindi farà in modo di rimandarlo in commissione con maggiori chiarimenti. 

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Dall’energia al lavoro i punti del decreto aiuti

Intanto molti degli emendamenti sono stati ritirati, perché il governo ha preferito inserirli nel decreto aiuti, che ieri è stato ancora discusso in consiglio dei ministri. Lo spirito è lo stesso del taglia prezzi. I punti che il governo ha fatto propri riguardano l’energia, con la riduzione dei costi e la semplificazione per l’autorizzazione di nuovi impianti, gli interventi per assicurare liquidità alle imprese contro il caro materiali, ma anche il lavoro e le politiche sociali. Infine sono previsti  sostegni agli enti locali e anche all’accoglienza ai profughi.

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Le proposte sul tavolo dell’esecutivo vanno dall’estensione del bonus sociale per energia elettrica e gas al terzo trimestre del 2022, al rafforzamento dei crediti di imposta in favore delle imprese per energia elettrica e gas. Il credito d’imposta sarà riconosciuto per il secondo trimestre 2022 alle imprese a forte consumo di gas naturale. Lo stesso sarà riconosciuto agli autotrasportatori per far fronte all’eccezionale incremento del costo del carburante, nella misura del 28% delle spese sostenute nel primo trimestre 2022 per l’acquisto del gasolio. Non mancano in materia di energia i rigassificatori e la decisione di individuare nuove aree dove mettere gli impianti a energia rinnovabile.

Aiuti alle imprese e lotta al caro prezzi

Il tema degli aiuti alle imprese è coinvolge SACE, che può concedere, sino al 31 dicembre 2022, garanzie in favore di banche e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito per finanziamenti.

Sono previste anche misure per fronteggiare l’aumento dei prezzi materiali da costruzione: per consentire la prosecuzione della realizzazione delle opere pubbliche avviate e stimolare la partecipazione alle nuove gare, si introducono misure per fronteggiare il caro-materiali e l’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia. Sono stanziati complessivamente 3 miliardi di euro per il 2022, 2,55 miliardi per il 2023 e 1,5 miliardi dal 2024 al 2016.