La domanda sorge quasi spontanea: ma che c’entrano i supermercati con il software e l’informatica? Il mondo imprenditoriale italiano è sempre stato abituato a stare da una parte o dall’altra: la famiglia Caprotti? Ha puntato fin da subito sulla grande distribuzione organizzata. E Alberto Tripi con la sua Almaviva? Ha scelto l’Ict. Difficile dunque immaginare una qualche forma di commistione tra questi due mondi. Tranne che per la famiglia Podini. La storia è particolare e merita di essere raccontata. Patrizio Podini nasce nel 1939 a Bolzano. I genitori avevano un’azienda di commercio all’ingrosso di prodotti alimentari e coloniali e lì faceva un po’ di tutto: dall’ufficio alla cassa, dai trasporti ai magazzini. Podini prende le redini delle attività di famiglia e negli anni ‘60 inizia la sua personalissima scalata al successo. A metà degli anni ‘70 acquista una catena di supermercati sempre a Bolzano e prova – fallendo – a introdurre il concetto di discount in Italia. Alla fine degli anni ‘70 viene notato dal Gruppo Selex, con cui era in affari, che gli affida la presidenza dal 1982 al 1991. Durante questo periodo si impegna a sviluppare la rete dei supermercati a insegna A&O e Famila al Sud Italia e soprattutto in Campania grazie agli ottimi rapporti con il gruppo Mida. Nel 1992 Aspiag decide di mettere in vendita A&O. Podini si dimette dall’incarico di presidente e si prende del tempo per riflettere. Due anni dopo fonda la Lillo Spa insieme ai soci campani del gruppo Mida, dando origine a Md (che è poi l’acronimo di Margherita Discount). Il quartier generale della società venne stabilito in Campania, prima presso il centro direzionale di Napoli e poi, dal ’95 in poi, a Gricignano d’Aversa, in provincia di Caserta, dove fu inaugurato il primo Ce.Di., un grande deposito per la movimentazione della merce.

L’idea è buona anche perché i discount diventano progressivamente parte integrante della spesa degli italiani: secondo l’area studi di Mediobanca fra il 2007 e il 2021 nel nostro Paese la loro quota di mercato è cresciuta dal 9,5% al 21,7%, ed è attesa salire al 24,7% nel 2023. Nella percezione dei clienti, alla ricerca ora di prezzi più convenienti ma senza perdere di vista la qualità, i discount stanno diventando un’alternativa ai supermercati, la cui quota di mercato resta dominante e stabile al 43,1%, e agli ipermercati, scesi dal 2007 dal 32,6% al 26,5%. Nel mondo discount Md rappresenta uno dei marchi più solidi, tanto che nella classifica mondiale di redditività industriale, guidata dal gruppo americano Publix con il 22,9%, secondo è Md con il 22,7%.

Nelle scorse settimane il supermercato della famiglia Podini ha inaugurato un nuovo polo logistico: 182mila metri quadrati di superficie, 112mila coperti destinati alla movimentazione delle merci, 40mila posti pallet e 100 milioni di euro investiti lo rendono il più grande hub italiano per una catena discount. D’altronde le disponibilità ci sono: basti pensare che nel 2021 Md ha fatto registrare ricavi in crescita del 5,6%, superando i 3 miliardi di euro di fatturato, con l’utile netto sopra i 70 milioni di euro. Nel solo 2021 i nuovi assunti sono stati ben 1.484, portando il numero dei collaboratori a 8.209 unità (+22,06%). Forte di questi traguardi, Md guarda al futuro con fiducia. Per il 2022 sono previsti investimenti per 202 milioni di euro destinati all’apertura di 38 nuovi negozi, oltre al proseguimento del piano di riqualificazione della rete. Infine, Md – sempre secondo Mediobanca – è il player della grande distribuzione ad aver avuto la crescita più significativa tra il 2016 e il 2020 con +10,7%.

Bene: di fronte a un risultato commendevole come questo un imprenditore potrebbe anche sentirsi appagato. Non la famiglia Podini, però. Tramite la holding Lillo Spa, infatti, nel 2000 si decide di investire nell’information technology, con l’idea di dar vita a un polo di aggregazione di esperienze e competenze nello scenario italiano del software e delle soluzioni as a service. Il fatturato 2021 non è ancora disponibile, ma quello 2020 è interessante: ricavi consolidati di 253,5 milioni di euro, ottenuti grazie a 2.000 collaboratori e più di 4.000 clienti. Il quartier generale viene fissato a Trento; Deda Group ha sempre registrato una crescita costante, e oggi oltre ad avere più di 20 sedi sul territorio italiano opera anche in Svizzera, Francia, Germania, UK, Usa, Messico e Cina.

Deda Group formalmente diverrà tale nel 2008, ma il primo tassello è l’acquisizione nel 2000 di Delta e Dator, due società di informatica rispettivamente di Trento e Bolzano. Da lì però la crescita è molto rapida tramite una strategia di M&A. Solo a cavallo tra il 2020 e il 2021 sono state completate sei operazioni di acquisizione . Del gruppo fa parte anche Piteco, acronimo di Pianificazione Tesoreria Computerizzata, che dal 1980 produce il più importante applicativo per la gestione dei conti aziendali. Oggi questa software house è quotata in Borsa. Le ultime due operazioni in ordine di tempo sono l’ingresso nel capitale sociale di Ors con una quota iniziale del 20%. Questa è un’azienda  di riferimento nello sviluppo di piattaforme software per ottimizzare ed automatizzare i processi aziendali grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale sviluppati in oltre 20 anni di ricerca. E l’acquisizione di Pegaso 2000, storica società del panorama It con quartier generale in Umbria e un team di 70 persone, che opera  nell’ambito delle soluzioni software per il mondo del credit finance, della finanza agevolata e del money markets.

Dunque, tra uno scaffale e un software, la famiglia Podini ha mostrato che in Italia c’è spazio per quell’eclettismo imprenditoriale che troppo spesso viene negletto nel nostro Paese. I grandi industriali nostrani difficilmente diversificano il proprio business. Peccato, però. Perché i risultati arrivano rapidamente.