Da diversi anni a questa parte, con il sempre maggiore utilizzo delle tecnologie informatiche, ha assunto una rilevante importanza per professionisti ed imprese la cosiddetta firma digitale. Si tratta di uno strumento diventato indispensabile per lo svolgimento della propria attività, da non confondere con la firma elettronica. Proviamo dunque a capire cos’è la firma digitale, come funziona e cosa è necessario fare per ottenerla.
Cos’è la firma digitale
Stando a quanto previsto dall’articolo 24 del decreto legislativo n.82/2015, “la firma digitale deve riferirsi in maniera univoca ad un solo soggetto ed al documento o all’insieme di documenti cui è apposta o associata. L’apposizione di firma digitale integra e sostituisce l’apposizione di sigilli, punzoni, timbri, contrassegni e marchi di qualsiasi genere ad ogni fine previsto dalla normativa vigente.” È dunque paragonabile a tutti gli effetti ad una firma autografa che, pertanto, garantisce l’identificazione del soggetto firmatario e che da valore legale ad un documento sul quale viene apposta. Rispetto all’autografa offre però il principale vantaggio di poter siglare documenti e contratti da remoto, in modo rapido e sicuro.
Attenzione poi a non confondere la firma digitale con quella elettronica, in quanto si tratta di due strumenti differenti. La firma elettronica è un principio giuridico generale definito dall’articolo 3 del regolamento eIDAS 910/2014 come “un insieme di dati in forma elettronica, acclusi oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici e utilizzati dal firmatario per firmare”. Questa può essere semplice, avanzata o qualificata in base al livello di sicurezza garantito. La firma digitale è dunque una firma elettronica qualifica, FEQ, regolamentata dal CAD, Codice Amministrazione Digitale, che, come stabilito all’AgID, rappresenta l’unica tipologia che garantisce di scambiare in rete documenti con piena validità legale.
Per ottenere la firma digitale occorre rivolgersi ai prestatori di servizi fiduciari accreditati dall’AgID, ossia soggetti autorizzati all’emissione dei certificati qualificati necessari. Con la firma digitale vengono assegnate due chiavi digitali asimmetriche, una privata ed una pubblica: la prima è nota solo dal titolare ed è utilizzata per generare la firma digitale, mentre la seconda è utilizzata per garantire l’autenticità della firma.
















