Tributi, calano le pendenze

La pandemia da covid prima, e la guerra in Europa poi, con le crisi economiche che ne sono scaturite, hanno portato il governo italiano ed altri enti pubblici a prevedere una lunga serie di aiuti in favore delle famiglie e delle imprese in difficoltà. Molti di queste misure di sostegno hanno assunto la forma di contributi a fondo perduto, ovvero di un’agevolazione concessa da un ente pubblico a soggetti terzi che non prevede nessun tipo di rimborso. Proviamo dunque a vedere meglio di cosa si tratta e quale sia il funzionamento dei contributi a fondo perduto.

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Contributi a fondo perduto, il significato

I contributi a fondo perduto si sostanziano dunque nella concessione di denaro erogato da un’ente pubblico a determinati soggetti affinché gli stessi possano mettere in atto delle date attività. Nascono, quasi sempre, dalla volontà dell’ente pubblico di andare a fornire un aiuto economico alle imprese o ai cittadini per incentivarne la crescita, lo sviluppo e la digitalizzazione. I riceventi, per concetto, non saranno tenuti a restituire nulla delle somme ottenute. Tali tipo di sostegni vengono calcolati sulle spese ammissibili riportate nello specifico bando, le quali avranno sempre un valore massimo che non potrà in nessun caso essere superato.

Sul tema degli importi dei contributi a fondo perduto è bene ricordare anche che, quasi mai, questi andranno a coprire il totale delle spese che un’azienda o un cittadino è chiamato a sostenere. Si tratta, infatti, di una copertura percentuale dei costi per le opere messe in atto, in una modalità che andrà dunque solamente a decurtare l’investimento necessario. Generalmente la percentuale dei contributi a fondo perduto oscilla tra il 40% e l’80%, con la parte eccedente che sarà a carico dei richiedenti. Quest’ultimi, nella maggior parte dei casi, dovranno dimostrare di essere in grado di coprire le spese non coperte prima di poter ottenere l’agevolazione. La copertura del contributo a fondo perduto avviene, generalmente, con un prestito oppure con capitali propri.

Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati

Visto il loro grande vantaggio offerto, i contributi a fondo perduto sono molto ambiti dalle piccole e media imprese, ma, va detto, che il ricorso a tale forma di agevolazione è molto poco frequente da parte degli enti pubblici. Una tipologia di incentivo molto utilizzata è, invece, quella del finanziamento agevolato. A differenze del contributo a fondo perduto, in questo caso il ricevente deve pagare un interesse che, di norma, si fa corrispondere allo 0,5%. C’è dunque una cifra da corrispondere sotto forma di interessi, ma l’agevolazione sta nel fatto che il tasso è fortemente inferiore rispetto a quello applicato sul mercato.

Altra differenza tra i finanziamenti agevolati e i contributi a fondo perduto è rappresentata dagli importi. Nel primo caso infatti l’agevolazione erogata va a coprire totalmente – o la gran parte – delle spese che dovranno essere sostenute per mettere in pratica il progetto o l’opera per la quale si è richiesto un supporto economico. Anche in questo caso, tuttavia, i massimali degli importo e i tassi di interesse applicati saranno indicati nel bando dedicato.