La pandemia da Covid-19 e la successiva ripresa economica hanno messo sotto pressione le catene di approvvigionamento, accentuando il ruolo fondamentale del settore logistico e tutte le difficoltà esistenti: le restrizioni agli spostamenti prescritte a più riprese, hanno determinato delle correzioni importanti alle tendenze ed alle abitudini d’acquisto dei consumatori, facendo scoprire a molti utenti i benefici dell’e-commerce.

L’osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano sottolinea come nel giro di poco tempo ci sono state delle evoluzioni importanti come la promozione di nuovi servizi (dal contactless delivery, la consegna senza contatto, all’utilizzo di locker, gli armadietti automatizzati, al click&collect, cioè la possibilità di ordinare un prodotto online e di ritirarlo nel punto vendita) e nuove modalità di contatto con il consumatore.

Vendite online crescono ma sotto la media Ue

Nonostante molti italiani hanno superato i preconcetti rispetto agli acquisti online, lo scatto registrato di recente in Italia non consente di recuperare la distanza accumulata negli ultimi anni rispetto alla media europea, soprattutto rispetto al Nord Europa: la percentuale di imprese italiane che registra nel 2021 vendite importanti realizzate tramite l’e-commerce (pari almeno all’1% del fatturato) è del 13% contro il 19% della media riscontrata nell’area Euro. Nel nostro Paese a fronte di una crescita del solo 3% dei web shopper rispetto all’anno precedente gli acquisti online hanno fatto registrare un +21% (per un ctv totale di oltre 39 miliardi di euro) trascinati dai prodotti food and grocery (+ 38%) e dell’abbigliamento (+23%).

Questi dati sono favorevolmente associati agli incrementi dei volumi dell’import (+25%) e dell’export (+18%) che l’ISTAT ha registrato; i trend in atto e la posizione centrale dell’Italia in Europa determinano le condizioni ottimali per la crescita del comparto logistico. Infatti, l’Italia, con le città di Torino e Milano, si colloca all’interno della dorsale di sviluppo economico e commerciale dell’Europa occidentale e, mediante i suoi porti, punta ad assumere un ruolo chiave nello sviluppo della nuova “via della seta”.

Buone notizie per il real estate del settore logistico

Il sottostante immobiliare ha risentito positivamente del contesto economico delineato: il real estate logistico ha fatto registrare nel 2021 transazioni per quasi 3 miliardi di euro (+80% rispetto al 2020) e il volume annuo di assorbimento ha raggiunto 2,5 mln di mq: questo trend positivo ha causato una contrazione media dei rendimenti prime di circa 50 bps di importanza strategica per il settore dell’e-commerce. Le iniziative di rilocalizzazione introdotte dalle aziende che in precedenza avevano delocalizzato la produzionee la necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento per contrastare la crisi dei materiali può favorire lo sviluppo anche dei territori più periferici se dotati delle necessarie infrastrutture di trasporto e digitale. Nell’attuale scenario gli investitori puntano a diversificare i propri investimenti cercando anche nel campo dell’immobiliare le iniziative meno rischiose: gli immobili a destinazione logistica rispondono a tale esigenza come confermato dall’aumento dei volumi di vendita.