Andrea Cafà, Presidente Fonarcom

«Bene la volontà politica di istituire i Patti territoriali dell’alta formazione delle imprese, ma per costruire un efficace ‘ecosistema della formazione permanente’ vanno coinvolte anche le micro e le piccole imprese, fino a oggi lontane dal mondo dell’alta formazione» così Andrea Cafà, presidente del fondo Fonarcom e dell’associazione di imprese Cifa Italia.

«Qui il ruolo dei fondi interprofessionali diventa imprescindibile” prosegue Cafà, commentando la recente introduzione dei Patti Territoriali dell’alta formazione delle imprese – dl n. 50 del 17 maggio 2022 – con cui di fatto si determina la centralità dell’attività di ricerca, sviluppo e innovazione nell’attuazione del PNRR.

«Com’è noto, in questi anni sono stati i fondi interprofessionali a diffondere e a finanziare la formazione continua, anche tra le piccole e micro imprese. Si è costruito così – argomenta il presidente di Fonarcom – un immenso patrimonio di vicinanza e di conoscenza e si sono strutturati consolidati meccanismi di cooperazione con il mondo imprenditoriale. I fondi possono davvero sostenere l’alta formazione, anche attraverso associazioni temporanee di imprese o con fondazioni, rispettando in pieno il compito delineato nei Patti di promuovere sinergie tra imprese o enti o istituzioni di ricerca pubblici o privati, nonché con… università, pubbliche amministrazioni e società pubbliche».

«Credo non ci sia contesto più fecondo di quello già preparato dai fondi interprofessionali per accogliere e sostenere il ruolo cardine dell’alta formazione come meccanismo che crea opportunità nell’apprendimento, valore e quindi vantaggio competitivo. Il tutto va inquadrato in ‘un nuovo ecosistema’ sostenibile che, guardando ai flussi dei mercali internazionali, potrebbe dispiegarsi proprio nell’area euro-mediterranea. Come Fonarcom siamo pronti a contribuire con la nostra esperienza al successo dei patti territoriali dell’alta formazione» conclude Cafà.