La risposta confortante, tra le numerose di grande interesse che ci rivela questa ricerca di Gpf Inspiring Research, c’è: è quella per cui il 33,1% degli imprenditori giudicano lo stato attuale dell’economia “soddisfacente” o “molto soddisfacente” e un ulteriore 32,5% lo considera “suscettibile di migliorie” che è pur sempre un giudizio positivo. Solo il 34,4% lo considera insoddisfacente. Nella popolazione generale quest’ultimo dato va al 39,2%, ma la fetta di italiani positivi o “non preoccupati” supera il 60%. Rincuorante.

Per il futuro – e anche per la politica – sono però ancora più rilevanti le risposte sulle risorse grazie alle quali l‘economia italiana, e in particolare le imprese, “si difendono” bene. In entrambi i campioni – sia quello delle Pmi che della popolazione generale – ai primi tre posti ci sono le tecnologie digitali (1°), i nuovi rapporti di lavoro (2°), la maggiore produttività o la nuova finanza. Le strategie da adottare per fare progressi sono la flessibilità, l’utilizzo sapiente degli aiuti statali ed europei, la riconfigurazione del business.

E ancora almeno una sorpresa: mentre era ovvio che le Pmi si dichiarassero centrali per il Paese – nel 77,4% dei casi – assai meno scontato era che anche la popolazione generale le considerasse importantissime: e invece al 37% considera il loro ruolo “elevatissimo”, e un altro 26% – pur non considerandone “prioritario” il ruolo – lo riconosce di ampia  incidenza .

E dunque, se andiamo oltre le opinioni e misuriamo dati e numeri – come hanno fatto per Economy cinque ricercatori della Liuc seguiti da altrettanti docenti-tutor – scopriamo quali di queste direttrici, tra la seconda metà del 2017 (c’eravamo già) ad oggi, sono davvero cresciute e migliorate nell’economia italiana: digitale, lavoro, ambiente, nuova finanza, internazionalizzazione; e sono migliorate pur attraverso turbolenze istituzionali, cinque governi, una pandemia biennale e oltre, la crisi energetica, l’inflazione e adesso la guerra, la siccità, l’innalzamento del mare e le cavallette. Bravi, questi imprenditori italiani…

In occasione del quinquennale di Economy, è stata promossa una ricerca, condotta da GPF Inspiring Research in sinergia con Economy stessa, tesa a comprendere “come sta l’Italia” dal punto di vista della tenuta economica, nella prospettiva di skakeholder e popolazione generale. Più in particolare, anche in funzione simbolica della ricorrenza del lustro di vita di Economy, l’esigenza era quella di comprendere come l’Italia abbia “trascorso” proprio gli ultimi 5 anni (caratterizzati, come noto, da crisi globali di portata inedita in epoche recenti), quali assi abbia potuto giocare e quale sia il suo bilancio odierno, alla luce dei cambiamenti in corso.

Gli imprenditori bravi sanno di esserlo e sanno come continuare a vincere (di più)

I risultati beneficiano della metodologia proprietaria di analisi socioculturale Monitor 3SC, ricerca costitutiva dell’istituto in grado di restituire una visione profonda, precisa e unica dei risultati.

Strumento di lettura sociale e politica utilizzato da grandi imprese e leader politici negli ultimi quattro decenni, il Monitor 3SC è una ricerca scenaristica, che analizza e coglie l’evoluzione delle tendenze socioculturali, politiche e di consumo nella società, con un focus approfondito su valori, stili di vita, attitudini e comportamenti di consumo, opinione e scelta politica.