Una sorveglianza più stretta sulle piattaforme digitali e una migliore tutela dei consumatori. È quello che prevedono due pacchetti legislativi approvati dal Parlamento Europeo in plenaria a Strasburgo.
Per la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, l’esecutivo Ue “sarà il regolatore digitale per le maggiori piattaforme”. Il Digital Services Act (Dsa in gergo) è stato approvato con 539 voti a favore, 54 contro e 30 astensioni. Il Digital Markets Act (Dma) è passato con 588 voti a favore, 11 contro e 31 astensioni.
Stop alla diffusione di notizie allarmanti
Il Dsa enumera le responsabilità in capo alle compagnie Internet e tecnologiche. Secondo la nuova normativa toccherà alle società moderare le proprie piattaforme, per identificare contenuti dannosi, come la disinformazione sul Covid-19, e introdurre protocolli per bloccare la diffusione di materiale pericoloso durante crisi come quella della pandemia di Covid. Le società devono anche aumentare la trasparenza riguardante le interazioni con gli utenti e semplificare gli accordi con gli utenti.
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Vieta, inoltre, la pubblicità mirata che utilizza dati personali sensibili come l’orientamento sessuale, le convinzioni politiche o la fede religiosa. Anche la pubblicità mirata ai minori è proibita. Il Dma si focalizza sui rischi di distorsione del mercato e prende di mira i maggiori player digitali, le piattaforme che agiscono da ‘gate-keeper’, guardiani del cancello, per impedire che abusino della loro posizione dominante sul mercato. Una volta che gli Stati Ue avranno adottato la legislazione, una formalità, inizierà un periodo transitorio di 15 mesi, dopodiché le regole entreranno in vigore.
















