Il mondo dei fondi di previdenza complementare preoccupato  dalle parole del presidente  di Bankitalia Ignazio Visco, all’assemblea annuale. Visco nella sua relazione ha espresso la propria preoccupazione per la crescita dell’inflazione.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

La paura di una crisi economica 

Le analisi nella relazione finale del presidente non lasciano ben sperare: «Non è trascurabile – ha detto – il rischio che il rallentamento dell’attività, anche per l’evoluzione ancora incerta della pandemia, risulti più marcato. Il quadro congiunturale si è deteriorato anche nell’area dell’euro, che è particolarmente esposta agli effetti economici del conflitto. Secondo le stime più recenti, quest’anno la crescita del prodotto dovrebbe risultare inferiore al 3 per cento, ben al di sotto di quanto previsto pochi mesi fa; un incremento già in larga parte acquisito grazie alla forte ripresa del 2021 e che implicherebbe quindi solo una modesta espansione dell’attività in corso d’anno. Il rischio di un andamento meno favorevole è significativo».

LEGGI ANCHE: Visco: serve una politica monetaria che stabilizzi i prezzi

Ci sono anche timori nel reparto comparto della previdenza complementare

«Le parole del governatore – Sergio Corbello presidente di Assoprevidenza – destano preoccupazione nel comparto della previdenza complementare. La prospettiva che speriamo non diventi realtà di una nuova crisi economica porterebbe riflessi negativi sugli iscritti e sull’andamento dei fondi. C’è da auspicare che anche l’inflazione possa essere messa rapidamente sotto controllo. Un tasso inflattivo contenuto non è di per sé un male, giacchè ci allontana dall’epoca dei tassi negativi, ma vanno abbattuti i recenti picchi decisamente eccessivi».

La fiducia di Assofondipensione nei fondi del Pnrr

Uno dei  punti al centro della relazione di Visco è stato quello del Pnrr. «Il Pnrr non esaurisce il novero degli interventi necessari -ha detto – né l’impegno finanziario del Paese; vi si aggiungono altre importanti riforme da attuare, come quella della tassazione, e risorse che il bilancio nazionale destina a programmi di spesa con obiettivi affini. Offre però la possibilità di colmare in tempi non lunghi parte dei ritardi accumulati nelle infrastrutture materiali e immateriali, di potenziare il sistema della ricerca, di migliorare quello dell’istruzione e di accrescere gli investimenti nelle nuove tecnologie, tutti elementi necessari per favorire un’accelerazione della produttività e il rafforzamento del potenziale di crescita dell’economia. Per assicurarne il successo, le riforme dovranno essere in grado di cambiare profondamente il contesto in cui si svolge l’attività economica; le modalità innovative del Piano potranno diventare prassi generalizzata dell’intervento pubblico».

LEGGI ANCHE: Visco: serve una politica monetaria che stabilizzi i prezzi

L’intervento è stato  apprezzato da Giovanni Maggi presidente di Assofondipensione. «Accanto alle risorse e all’innovazione portate dal Pnrr per colmare i ritardi nelle infrastrutture materiali e tecnologiche del paese e accelerare la crescita, sarà importante anche stimolare favorire la destinazione all’economia reale di sempre maggiori investimenti da parte degli investitori instituzionali, nel percorso di sviluppo sostenibile più volte ricordato dal Governatore».