«La Banca centrale europea puo’ iniziare ad aumentare i tassi di interesse dall’estate ma la normalizzazione della politica monetaria dovrà avvenire in modo “graduale” e “ordinato“. Lo ha sottolineato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nelle sue Considerazioni finali». Il presidente nella sua relazione annuale ha affrontato vari aspetti, indugiando a lungo sulle questioni economiche legate alla guerra in Ucraina e al rincaro dei prezzi.

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Sono necessari rialzi graduali

«La politica monetaria – ha osservato Visco – non può contrastare l’aumento dei costi delle materie prime, ma deve puntare ad assicurare la stabilità dei prezzi nel medio termine. Il quadro congiunturale, cambiato profondamente in pochi mesi, rende opportuno abbandonare la politica di tassi ufficiali negativi». Il numero uno di Bankitalia ha poi insistito sulla necessità che il rialzo avvenga con gradualità e «sarà più agevole se le pressioni per incrementi salariali connesse con la risalita dell’inflazione saranno contenute, anche grazie a misure di bilancio volte a frenare il rincaro dell’energia e sostenere il reddito delle famiglie più colpite. Le condizioni di finanziamento dell’economia resteranno comunque ampiamente favorevoli».

Il sindacato: le banche sostengano le famiglie nella crisi

Le prime reazioni al discorso del presidente sono arrivate dal segretario dell’Unisin, il sindacato unitario dei bancari.

«Occorre – spiega il segretario Unisin Emilio Contrasto – riportare le Banche sui territori e riprendere a fare credito per supportare in modo efficace famiglie e imprese. Basta ai processi di desertificazione bancaria e si riprenda, invece, a canalizzare la raccolta ed il risparmio sull’economia. Il recupero economico passa attraverso, innanzitutto, il rilancio dei consumi e per ottenere tale risultato occorre immettere flussi monetari sul sistema economico. Le Banche devono, quindi, ritornare al ruolo essenziale di intermediazione tra raccolta ed impieghi, impegnandosi a supportare adeguatamente la nostra economia e utilizzando gli strumenti messi a disposizione dall’Europa e della cosiddetta fintech per meglio supportare famiglie e imprese, senza però abbandonare i territori e affidandosi solo ai cosiddetti canali remoti».

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