cambiamento climatico

Italia assetata e stavolta non è un modo di dire. L’assenza di pioggia sta mettendo a dura prova il Paese, colpendo in particolare le Regioni del Nord che pagano dazio alla siccità ancora più di quelle del Meridione. In attesa del tavolo interministeriale che il Governo avvierà con le Regioni, la mappatura dei territori che boccheggiano e che stanno subendo le misure di razionamento dell’acqua è lunga e angosciosa.

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In Piemonte i primi casi di acqua razionata

La regione più colpita è il Piemonte dove sono oltre i 200 comuni nei quali si sono verificati casi di acqua razionata. Il Lago Maggiore, per dare un’idea della situazione, in tre giorni ha perso un metro: il livello è passato dal 193,89 metri a 192,83. Le acque del Po non sono mai state così basse da 70 anni.

Val d’Aosta, Veneto e Lombardia

In Valle d’Aosta i nevai sono già sciolti come fosse agosto e la portata della Dora Baltea si è quasi dimezzata rispetto a un anno fa: solo 135 metri cubi al secondo a fronte dei 243 di allora. In Veneto è la provincia di Verona quella dove si fa sentire maggiormente l’emergenza, ad oggi sono 40 i Comuni che hanno dovuto adottare il razionamento idrico. Il Po è in sofferenza anche sul fronte veneto dove anche l’Adige e il Piave sono ai livelli di guardia. Rispetto al 2021 le precipitazioni sono inferiori del 40%

In Lombardia I problemi principali riguardano l’agricoltura: le stime di danni sono per 2 miliardi di euro. La Regione ha invitato i cittadini a consumare l’acqua con moderazione. Per ora, dicono dalla Giunta Regionale, «la situazione è comunque sotto controllo».

Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Trentino Alto-Adige primi casi di acqua razionata 

Critica ma senza allarme la situazione in Liguria. La Regione, infatti, fornisce acqua all’Emilia per l’agricoltura. La situazione più difficile è nell’Imperiese con 13 comuni che hanno ordinanze restrittive con casi di acqua razionata. In Friuli-Venezia Giulia i primi razionamenti di acqua lungo il fiume Meduna. La situazione resta di emergenza con le riserve che si stanno prosciugando. In Trentino-Alto Adige la portata dell’Adige è più bassa del 24% rispetto alla media. Nel comune di Ronzo-Chienis, sospesa la fornitura di acqua alla popolazione tra le ore 23 e le 6.

Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Molise

 In Emilia-Romagna caldo record con temperature più alte di 3 gradi e precipitazioni inferiori del 62% alla media. Acqua quasi del tutto assente nei terreni e agricoltura particolarmente in sofferenza. Primi stop per la produzione idroelettrica. Desta preoccupazione la risalita del cuneo salino, ora a 21chilometri. Misure emergenziali per l’acquedotto di Ferrara. Le piogge scarse in Toscana sono insufficienti a ricaricare le falde sotterranee che alimentano i pozzi, specie sulla costa. Ma non si registrano situazioni di grave crisi idrica. Nelle Marche la portata dei fiumi ai minimi storici per la carenza di precipitazioni -53% rispetto alla media degli ultimi dieci anni. Osservati speciali i fiumi Esino e Misa, Metauro e Chienti. Primi problemi per l’agricoltura anche in Abruzzo, con una riduzione di produzione delle coltivazioni in campo come il grano, di almeno il 15%, secondo Coldiretti. In Molise la situazione è tranquilla. Il livello dell’acqua all’invaso della diga del Liscione (116 metri) è di un metro superiore a quello dello scorso anno. Qualche sofferenza si registra alle colture cerealicole sulla fascia costiera.

Nel Lazio arriva lo stato di calamità naturale

Il governatore del Lazio Zingaretti ha annunciato lo stato di calamità naturale. Servirà ad adottare misure di risparmio idrico anche a Roma. La situazione più grave è nel Viterbese. Soffrono Tevere e Lago di Bracciano: il fiume ha un calo di portata preoccupante, il lago è a -107 cm, considerato un livello critico. In Umbria si registra un calo di tre centimetri per il lago Trasimeno e di sei per il fiume Tevere in soli 4 giorni. Il Trasimeno ha perso un metro e 23 centimetri all’isola Polvese, mentre il livello del Tevere è di un metro e 12 centimetri (anzichè tra i4,50 e i 5,70 metri)

Campania e Basilicata

In Campania i livelli dei fiumi calano ma gli invasi per ora non scendono sotto il livello di guardia: quello della diga di Pianodella Rocca sul fiume Alento contiene il 64% della sua capacità. Nessuna emergenza per ora in Basilicata. Negli invasi lucani ci sono circa 408 milioni e 300 mila metri cubi di acqua.

Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna 

La fase di preallarme anche in Puglia è già scattata. Ma grazie alle piogge invernali negli invasi la situazione è simile o in alcuni casi migliore dell’estate scorsa. I timori riguardano il settore agricolo. In Calabria i timori riguardano soprattutto l’olivicoltura. L’aumento delle temperature mette a repentaglio la produzione di fiori e frutti con una media del danno che si attesta al 10%, oltre il 60% sulla costa jonica.  Nelle 25 dighe della Sicilia su tutto il territorio l’acqua supera i livelli dell’anno scorso con volumi d’acqua pari a 572,85milioni di metri a fronte dei 477,09 del 2021.Ma l’isola resta  la regione italiana con maggior rischio di desertificazione, di valore medio-alto, pari al 70%. In Sardegna, infine, nonostante il calo delle precipitazioni con punte del -30% da metà dicembre a marzo, la siccità non fa paura: grazie ad un maggiore accumulo dovuto alle scorte, nelle dighe è
presente l’80% dell’acqua invasabile. In una delle regioni più soggette al fenomeno siccità non per ora non ci sono casi di acqua razionata.

 

Enel, “in Lombardia acqua agli sgoccioli copre necessità comparto agricolo per 10 giorni”

«L’acqua è agli sgoccioli; tutta la disponibilità che abbiamo dato è per coprire le necessità del comparto agricolo per i prossimi dieci giorni». Lo ha detto Giovanni Rocchi legale rappresentante di Enel intervenendo alla riunione straordinaria della commissione Agricoltura organizzata al Pirellone insieme ai gestori idroelettrici per fare il punto sulla gestione dell’emergenza idrica.

Durante i tavoli «che si susseguono ormai da tempo – ricorda Rocchi- abbiamo dato disponibilità su più aste idroelettriche». In particolare «in Valtellina avevamo dato disponibilità da tempo di 500mila metri cubi di acqua al giorno; sui laghi in Valcamonica, in accordo con il consorzio competente, abbiamo stabilito una disponibilità di 900mila metri cubi al giorno, che per ora sono sufficienti». Poi «su richiesta del tavolo tecnico, abbiamo concordato per il fiume Serio 250mila metri cubi medi e sul fiume Brembo 200mila metri cubi per i prossimi dieci giorni».