Il real estate non è più quello di una volta. E se non è tutto da rifare, sicuramente è da ripensare. A cominciare dall’abitativo: “Re-think living“, come recita il claim di City Pop, il format microliving di Artisa Group, soluzione inedita a metà strada fra l’hospitality e il residenziale classico.
Il gruppo svizzero fondato nel 1968 da Franco Artioli – oggi guidato dalla terza generazione, con Alain Artioli alla presidenza – ultimamente si è fatto notare per le acquisizioni eccellenti sul territorio milanese: 3.500 metri quadrati sul Naviglio Grande, altrettanti nel quadrilatero della moda, in via Bagutta, l’intera Torre della Permanente di via Turati che porta la firma dei fratelli Castiglioni e 15 mila metri quadrati in viale Monza, di fronte alla fermata Turro della linea 1 della metropolitana milanese, dove nascerà, appunto, il primo microliving italiano. «Proponiamo un modello culturale, non solo abitativo», esordisce Matteo Monferini, Country Manager di Artisa Group per l’Italia: «Vogliamo imporci come first movers in Europa realizzando la prima rete transnazionale dedicata al microliving e rendendo le strutture per la terza e quarta età al passo con i bisogni odierni».
Cominciamo dal microliving.
È un format innovativo al passo con la società, in continuo rinnovamento. Artisa lo ha sviluppato tramite City Pop, che gestisce appartamenti in Svizzera, Germania e a breve anche in Repubblica Ceca e Italia, cominciando proprio da Milano, dove stiamo per dare vita al primo cantiere, quello di viale Monza, e dove realizzeremo 260 appartamenti.
Quanto “micro”?
Ad oggi il “taglio” di City Pop va dai 22 agli 83 metri quadrati, ma qui in Lombardia saranno di almeno 28 metri quadrati, come prescrive la normativa. Il microliving un modello innovativo nel settore residenziale: un format alternativo rivolto a chi cerca un’abitazione per un periodo determinato, da un minimo di 4 a un massimo di 52 settimane. Si tratta di appartamenti arredati e corredati di tutto, dai mobili alle stoviglie, dalla biancheria alle utenze, internet compreso, senza bisogno di fare subentri. Non solo: compresi nel canone settimanale ci sono servizi come la colazione, assistenza h24, un Pop Market in house e molto altro.
Meglio di un hotel.
In realtà è molto di più. A partire dall’alto, altissimo tasso tecnologico: è tutto basato su un’app proprietaria. Dalla visita della casa alla gestione degli accessi – che sono tutti keyless, ndr -, fino alla prenotazione dei servizi on demand – lavanderia, pulizie, babysitting, petsitting, parcheggio, cantine e vantaggiose convenzioni con partner di mobilità sostenibile – tutto si fa tramite la nostra app City Pop che è sicura, semplice e smart.
Anche la stipula del contratto?
Certamente, grazie alla tecnologia della nostra app e al gestionale interno i nostri clienti, al momento della prenotazione, visualizzano il contratto di locazione e accettandolo lo firmano. A garanzia della solvibilità dei nostri clienti c’è la loro carta di credito, mentre per verificare la loro identità il personale addetto all’operatività si occupa di accertare il profilo e il documento d’identità del futuro inquilino.
Manca solo la community.
C’è anche quella, anzi per noi è un elemento essenziale! Fondamentale per City Pop è infatti il senso di famiglia che si vuole creare facilitando l’inserimento di una persona in una nuova città e creando nuove connessioni. Per i membri della sua community, City Pop organizza periodicamente eventi di vario tipo, dalle gite in mountain bike a workshop culturali, ma non solo. Permette anche ai suoi coinquilini di connettersi tra di loro tramite l’app, senza dimenticare gli spazi di co-living che variano da immobile a immobile.
A Berna, per esempio, sono presenti un cinema, una co-kitchen, un ampio spazio polifunzionale di co-living e co-working, una palestra e una sala musica. In viale Monza realizzeremo una sala multidisciplinare. Il modello City Pop crea un senso di appartenenza anche perché chi si muove in Europa sa che in ogni City Pop troverà lo stesso modello, la stessa qualità, lo stesso servizio. E si sentirà a casa.
In Europa?
Esattamente: il piano di sviluppo per i prossimi cinque anni prevede la gestione di 15 mila appartamenti nelle maggiori città europee, con un modello riconoscibile a uno standard di alto livello, e la creazione di una community composta da persone ad alta mobilità. In Italia partiamo da Milano, l’obiettivo è quello di arrivare anche a Roma, Torino, Bologna, Firenze e Napoli.
Ma non c’è solo City Pop.
Artisa Group è una società di sviluppo immobiliare che realizza gran parte del fatturato grazie allo sviluppo tradizionale: microliving per il 39%, residenziale tradizionale per il 31%, commerciale e uffici per il 5% e per il 25% senior housing.
E in un Paese in cui ci sono 5 anziani per ogni bambino, con un indice di vecchiaia del 180% (era il 33,5% cinquant’anni fa), il senior housing è il futuro prossimo.
Attenzione: si tratta di un modello molto diverso dalle residenze sanitarie assistite a cui siamo abituati in Italia, dove genitori e nonni trascorrono l’ultimo periodo della loro vita. Sul mercato svizzero è un modello rodato. Negli ultimi 5 anni, solo in Canton Ticino abbiamo realizzato 7 strutture dedicate alla terza e quarta età, con l’obiettivo di esportarle in tutta Europa.
Si tratta di palazzine residenziali per persone autosufficienti, collocate in zone centrali o comunque ben collegate, con servizi quali ristorazione, lavanderia, pulizie, spesa, concierge, in modo che l’inquilino possa continuare a vivere la propria quotidianità in maniera autonoma. Con in più un supporto medico infermieristico di base. Inoltre, questo tipo di residenze sono contigue alle zone residenziali, questo permette di costruire spazi multigenerazionali, studiati per soddisfare le esigenze di un pubblico che vuole sentirsi parte di una comunità.
Insomma: sviluppate non (solo) progetti, ma visioni immobiliari.
Esattamente visioni immobiliari, volte a rispondere alle trasformazioni della società: per offrire una soluzione alla maggiore mobilità abbiamo sviluppato il nostro concept di microliving, mentre per l’evoluzione della situazione demografica proponiamo il senior housing. Le case vengono vissute come piattaforme a cui sono legati una serie di servizi.
Anche gli uffici, però.
Certamente. Il lavoro agile, la spinta verso l’home working, l’apertura delle aziende a nuove forme di lavoro misto, hanno tolto qualunque appeal alle mega strutture decentrate, in cui non investiremmo mai. Creiamo invece uffici in zone centrali, di rappresentanza e ben servite. Progettiamo spazi innovativi, con un occhio di riguardo alla sostenibilità energetica e finanziaria.
Come operate sul mercato?
Siamo uno sviluppatore immobiliare verticale: partendo dall’analisi del terreno arriviamo fino alla gestione dell’immobile. Questo ci consente di studiare la soluzione perfetta per ogni edificio, in base alla collocazione, alla destinazione finale, nel rispetto del contesto in cui si inserisce e assecondando le necessità dei nostri committenti. Con il nostro dipartimento Artisa Finanz sviluppiamo infine prodotti finanziari legati al settore immobiliare.
A proposito: su che immobili investite?
Edifici di almeno 3mila metri quadrati con la possibilità di ulteriore sviluppo o conversione, anche strutture già esistenti, adatte alle esigenze del nostro target di riferimento. Ma soprattutto sinergie: abbiamo progetti ambiziosi e vogliamo creare solide partnership destinate a consolidarsi e crescere nel tempo.
















