Il 4 maggio il Consiglio di Amministrazione di Unicredit ha approvato i risultati consolidati del Gruppo al 31 marzo. Il trimestre ha segnato diversi record relativi a ricavi costi e utile netto, proseguendo con l’andamento positivo conseguito nel 2021, a riprova del forte slancio commerciale delle aree di business. Escludendo l’impatto della Russia, il Gruppo ha registrato un utile netto di 1,2 miliardi di euro, contribuendo a una solida generazione organica di capitale di 44 punti base, ricavi netti per 4,7 miliari, in aumento del 7,9% anno su anno, e un rapporto costi/ricavi del 47,8 %.
La guerra non fa paura: il gruppo è solido
Nel corso del primo trimestre il Gruppo ha contabilizzato, prudenzialmente, rettifiche su crediti (“LLP”) per 1,3 miliardi quasi interamente verso la Russia. Unicredit è in posizione di assorbire eventuali ricadute macroeconomiche, grazie alla robusta solidità patrimoniale e alla qualità dell’attivo, inclusi consistenti overlay per rettifiche su crediti.«Il nostro costo del rischio – spiega l’amministratore delegato Andrea Orcel – escludendo la Russia è confermato tra 30 e 35 punti alla base per quest’anno e per il periodo del Piano Strategico 2022-2023. Nel primo trimestre è stato prossimo allo zero, attestandosi a 5 punti base, senza rilascio di overlay».
Durante l’assemblea ordinaria dello scorso 8 aprile, gli azionisti hanno approvato una distribuzione complessiva di 3,75 miliardi di euro, relativi all’esercizio 2021, che comprende 1,2 miliardi di dividendi in contanti già distribuiti, più 2,6 miliardi sotto forma di riacquisto di azioni proprie. La programmata prima tranche 2021 del riacquisto di azioni proprie per 1,6 miliari di euro ha ottenuto l’approvazione degli organi di vigilanza e la banca intende avviarla il prima possibile, mentre il restante riacquisto per 1 miliardo di azioni proprie è subordinato alla performance della Russia. Il restante riacquisto per 1 miliardo di azioni proprie è subordinato alla performance della Russia. Il dividendo in contanti e la tranche iniziale del riacquisto di azioni proprie costituiscono un convincente rendimento del 20%.
Un inizio superiore alle aspettative
Il CET1 ratio di Gruppo per il primo trimestre 2022 si è attestato al 14%, al di sopra del target 2022-24 che è del 12,5-13%, assorbendo già nel primo trimestre punti base di impatto sul capitale legati alla Russia. Confermando la solida posizione patrimoniale di UniCredit e gli elevati livelli degli accantonamenti attuali, il management resta fiducioso di poter eseguire l’intera distribuzione di 3,75 miliari agli azionisti relativa all’esercizio 2021.
UniCredit conferma per il 2022 la propria guidance finanziaria, rettificata per l’impatto della Russia, sulla base del proprio scenario macroeconomico base case, che stima una crescita del Pil nelle aree geografiche in cui UniCredit è presente, di circa il 2,6% nel 2022 e del 3,1% nel 2023, con inflazione stimata al 5,9% nel 2022 e 2,4% nel 2023.
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Il futuro sorride al gruppo bancario
«Restano confermate le ambizioni finanziarie di UniCredit Unlocked 2024 con una generazione organica di capitale media di 150 punti base, ricavi netti incrementali di 1,1 miliardi e Rote di circa il 10%. -continua Orcel -. Inoltre sono stati già ottenuti risultati positivi grazie all’effetto combinato delle tre leve di riccatt netti, costi ed efficienza del capitale. La Banca resta concentrata nell’esecuzione del Piano Strategico 2022-2024 per sprigionare a pieno il valore di UniCredit ed è impegnata a produrre rendimenti appetibili e sostenibili con l’ambizione di distribuire agli azionisti almeno 16 miliardi di euro entro il 2024».
















