Unicredit, un piano ambiziosofa volare (+10,8%) la quotazione

Unicredit ha approvato oggi il piano strategico 2022-2024, chiamato “Unlocked” a sottintendere l’obiettivo di sbloccare il valore intrinseco e inespresso dalla più internazionale delle banche italiane, presente, oltre che nel nostro Paese, anche in Germania, Austria e nell’Est Europa. La banca guidata da Andrea Orcel punta ad arrivare a fine piano, nel 2024, con un utile di 4,5 miliardi di euro, rispetto ai 3,3 miliardi attesi per quest’anno, e di aumentare i ricavi netti dagli oltre 16 miliardi di fine 2021 ad oltre 17 miliardi mantenendo un cet1 di almeno il 12,5-13%. Soprattutto, a colpire positivamente gli investitori, è stato l’obiettivo annunciato da Orcel di distribuire, tra il 2021 e il 2024, almeno 16 miliardi di utili, tra cedole e buyback, agli azionisti, con una base di 3,7 miliardi nel 2022.
L’Italia, tornata centrale nei piani dell’ad Andrea Orcel, contribuirà ai risultati del gruppo con oltre 2 miliardi di euro di utile al 2024. Per realizzare i suoi obiettivi la banca investirà 2,8 miliardi sui dati e sul digitale, centralizzerà le fabbriche prodotto in due divisioni, una per le imprese e una per gli individui, e ridurrà il rapporto tra costi ricavi dall’attuale 56% al 50% a fine piano, agendo sia sulla leva dei ricavi che su quella dei costi, attesi in calo di 500 milioni nel 2024 al netto di 600 milioni di investimenti e 500 milioni di inflazione. Il comunicato della banca non dà indicazioni sul numero degli esuberi ma solo sulle assunzioni, che saranno in totale 3.600, di cui 2.100 nel digitale e nei dati.
“La nostra rete pan-europea di 13 banche leader e la pluralità di talenti interni al gruppo saranno unite da una comune ragion d’essere: dare alle nostre comunità le leve per il progresso. Stiamo investendo nel settore del digitale e dei dati e nel nostro business, riportando i clienti al centro. Con questa strategia otterremo rendimenti significativamente più elevati e in progressiva crescita per i nostri azionisti, facendo crescere il nostro business e mantenendo una solida posizione di capitale”, ha dichiarato il ceo di Unicredit, Andrea Orcel. Che in tema di acquisizioni mantiene un atteggiamento opportunista (“non escludo e non pianifico M&A”) riservandosi di valutare le opportunità che dovessero presentarsi. 
In Borsa il titolo è stato premiato dagli acquisti chiudendo con un rialzo del 10,82%.
Il piano è stato apprezzato anche dai sindacati: “Contiene alcuni notizie positive rispetto al passato – ha detto il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani – Ma è fondamentale che, come dichiarato dall’ad Andrea Orcel, la sua attuazione avvenga attraverso un processo di coinvolgimento e partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, per il quale è indispensabile il confronto sistematico con il sindacato. Da tempo denunciamo che il sistema bancario italiano sta smobilitando la sua presenza sul territorio, una scelta che ha già provocato conseguenze negative sul piano sociale ed economico e ancor più ne provocherà se non verrà invertita la tendenza. Le parole di Orcel, che ha assicurato attenzione ai territori e al ruolo delle filiali, vanno nella direzione giusta, andranno poi valutate sulla base dell’attuazione del piano”. Un’approvazione importante, anche dato il ruolo concreto che la First-Cisl esercita nel mondo bancario italiano.