Tim Fibercop

Sulla Rete Unica di Tim è guerra di pareri legali. L’argomento del contendere è, quale organo debba decidere sulla cessione della rete unica. Vivendi ha prodotto un parere legale sulla necessità del passaggio in comitato Parti correlate dell’offerta del fondo Usa Kkr. La firma è del professor Luca Enriques e il contenuto è riassunto nella lettera, che il socio francese ha inviato da Parigi lo scorso 30 ottobre al cda, al collegio sindacale, allo stesso comitato Parti correlate e per conoscenza alla Consob.

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Tuttavia sia questo parere che gli altri citati da Vivendi in precedenza, nella lettera del 24 ottobre in cui chiede che sull’offerta di Kkr si pronunci un’assemblea straordinaria, non sono stati al momento inviati al board di Tim ma solo illustrati nei contenuti. In questo ultimo caso i pareri sono stati resi a Vivendi, rispettivamente, dallo Studio Chiomenti (Prof. Marco Maugeri e Avv. Filippo Modulo), dai Professori Giuseppe Ferri e Giuseppe Guizzi, dal Professor Paolo Montalenti, dal Professor Mario Notari e dal Professor Vincenzo Pinto.

Cosa dice la risposta di Tim sulla rete unica a Vivendi

Sembra riferirsi anche a questo la risposta a Vivendi di Tim del 30 ottobre firmata dal presidente Salvatore Rossi in cui, sempre secondo quanto si apprende, si afferma che dei cinque pareri legali che supportano le conclusioni del socio non si può far altro che “prendere atto”, visto che ad oggi Tim non ne conosce né il contenuto né le analisi fattuali e tecnologiche che sarebbero da ritenere invece essenziali per decidere di questa materia.

Arriva anche i piano alternativo

Intanto l’ex ad Stefano Siragusa si prepara ha presentare il suo piano alternativo. “Il nostro è un piano solido. Lo presenteremo al mercato in assemblea. Lì ci conteremo e si vedrà che non c’è partita” dice Siragusa e interpellato sul fatto che dietro la loro mossa ci possa essere Vivendi, risponde: “No. Abbiamo grande rispetto per loro e riteniamo che debbano avere un ruolo importante visto che hanno investito 4 miliardi. Pensare, come fanno alcuni, di aver già fatto tutto senza il coinvolgimento di un azionista di tale rilievo è semplicemente inconcepibile. – aggiunge – Il nostro piano è inclusivo: tutti possono contribuire, da Vivendi a Cdp, Kkr e Macquarie”.

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