di Emanuela Notari

In questi ultimi due anni è toccato a ciascuno di noi di commentare come conoscenti e familiari molto anziani si siano sforzati durante la pandemia di familiarizzare con le tecnologie digitali pur di non rimanere isolati. Necessità fa virtù. Ma a quanto pare la virtù fa mercato.

Tecnologia + longevità = AgeTech. Ecco la ricetta base di un mercato molto promettente (per ora stimato in 2 mila miliardi di dollari), dove il brulichio continuo di investitori venture capital che mettono a scala il progetto di startup o startup già mature che inglobano piccole startup fa sperare in un impulso produttivo trasversale a tutti gli ambiti del mercato silver, che già di suo è fortemente multi-settoriale. Un mercato che cambia continuamente connotati e confini, interessando ormai anche aziende non tecnologiche che, avendo compreso l’opportunità, decidono di entrare attraverso l’acquisizione o la partnership con una startup che, al contrario di loro, ha tecnologia e visione ma non ha fondi. 

Così, dall’intersezione di tecnologia e necessità/ambizioni dei senior, è nato un mondo di prodotti e servizi che migliorano la qualità della vita e l’autonomia di persone anziane (e, spesso, dei loro familiari), diviso grossomodo in 6 categorie: finanza, salute fisica, salute cognitiva, socialità e connessione, mobilità e trasporti, attività quotidiane. Terreno di pesca e coltura di rising startup per NextAge, società tutta italiana, al 75% di Cdp (Cassa Depositi Prestiti) Vc e 25% Ac75sa, acceleratore promosso da Fondazione Marche, Fondazione Cariverona e Università Politecnica delle Marche, con Sosv, venture capital, e primo acceleratore in Europa a investire nelle startup della silver economy. La prima call si è esaurita ed è in corso la seconda, con scadenza 23 febbraio.

Tecnologia + longevità + salute = Med Tech. Il primo settore a beneficiane della tecnologia applicata all’invecchiamento è quello medicale. Dalla medicina personalizzata alla telemedicina e alla sensoristica in grado di monitorare lo stato di salute e persino lo stile di vita di un anziano, registrandone cadute, discontinuità nei programmi di assunzione di medicinali, apnee notturne, battiti cardiaci e altri parametri vitali, in contatto diretto con il medico curante o il familiare caregiver o l’operatore della casa di cura o senior living. È il caso di Over che nelle sue strutture di senior living ha già adottato questa tecnologia collegata a uno smartwatch che l’ospite può scegliere di indossare, sapendo che così i suoi parametri vitali e la qualità del suo sonno saranno sempre sotto controllo, notte e giorno. La source of business di questo settore, come dicono quelli che sanno, è l’ambizione di allineare prima possibile l’aspettativa di vita con l’aspettativa di vita in salute. 

A tutto ciò si aggiunge un ecosistema di servizi accessibili attraverso piattaforme tecnologiche che vanno dal trasporto all’assistenza a domicilio, l’accompagnamento alle visite mediche, la prenotazione visite ed esami specialistici. Come Cgm Care Map, di CompuGroup: una piattaforma che permette l’erogazione di servizi di telemedicina territoriale e telemonitoraggio domiciliare integrata con la gestione coordinata di prestazioni post-ospedaliere, ambulatoriali, domiciliari e di prossimità; Salute 360, marketplace per medici, farmacisti e operatori sanitari; Dmv, Diagnostica Medica Veloce, per esami rapidi a domicilio; Bended realtà virtuale per la riabilitazione da malattie neurodegenerative.

Un capitolo a sé nel grande contenitore del Med Tech è il settore della salute cognitiva, con sistemi tecnologici di valutazione e potenziamento della cosiddetta riserva cognitiva. Come Sparkd, che offre allenamento simultaneo fisico e cognitivo ed è presente ormai in diverse palestre, o MindAhead, strumento per persone con deficit cognitivo che migliora salute del cervello.

Tecnologia + longevità + finanza = Fintech e Insurtech. Il settore fintech è in continua crescita sul doppio versante B2B (in aiuto a Consulenti Finanziari e chatbot bancarie) e sul quello B2C con servizi digitali per offrire una pianificazione finanziaria, successoria e pensionistica minima anche a comunità sotto-servite dalla finanza tradizionale. Nel mondo fintech fioriscono anche sistemi di monitoraggio delle attività online per individuare tempestivamente frodi mirate agli anziani (è il caso di Genie, un assistente telefonico che chiede per te al chiamante sconosciuto, come farebbe un’assistente in carne e ossa, chi è e cosa vuole da te) o sistemi di monitoraggio di incongruenze nelle operazioni della clientela molto anziana, potenzialmente segnali di deterioramento cognitivo. 

Dentro al mondo Fintech c’è anche il cosiddetto Insurtech, ovvero la tecnologia applicata alle assicurazioni, da cui nasce tutta l’evoluzione del settore con instant insurance, polizze al minuto quando servono e per il tempo in cui servono, polizze disegnate in base al profilo sanitario del cliente attraverso l’utilizzo degli open data (anche sanitari), polizze il cui prezzo varia in base alla testimonianza dei propri stili di vita offerta da sensori indossabili, esattamente come alcune polizze auto stabiliscono il prezzo in base al comportamento di guida testimoniato da una specie di scatola nera.

Tecnologia + longevità + attività quotidiane. L’ambizione degli anziani è restare a casa propria il più a lungo possibile. La tecnologia qui la fa da padrone: domotica e connessione. Anche molti Paesi, spesso spinti da enti sovranazionali, stanno cercando di implementare la banda larga. Le nostre case avranno bisogno di autostrade per lo scambio di dati, immagini, servizi e relazioni, come oggi hanno bisogno di elettricità. Automazione intelligente, comandi vocali, digitalizzazione delle richieste di aiuto, conversazioni da remoto, fino ai frigo intelligenti che segnalano alimenti scaduti. Nel mercato dell’Ambient Assisted Living, opera Sicura Care, azienda italiana che offre assistenti familiari digitali, pensati per dare sicurezza all’anziano fragile in casa propria e ai suoi familiari che così possono dedicarsi al proprio lavoro più serenamente.

Tecnologia + longevità + socialità = IT e metaverso. La socialità a detta di tutti gli esperti di longevità è una delle colonne portanti del benessere dei senior e il suo contrario, l’isolamento, da solo pesa per un aumento del 30% dei rischi di malattie cardiocircolatorie e addirittura di mortalità. Gli anziani oggi hanno sempre più strumenti utili restare in contatto con amici e familiari: Whatsapp, Facebook, sms attraverso iPhone, tablet e pc. Domani sarà il metaverso a permettere di frequentare persone, presenziare eventi culturali e spettacoli, usufruire di nuove forme di formazione immersiva senza muoversi da casa.

All’incrocio tra attività quotidiane e socialità si muovono inoltre una serie di piattaforme dedicate ai senior che offrono ginnastica del mattino, club del libro, discussioni su temi di interesse comune, webinar sull’alimentazione, facendo compagnia durante tutta la giornata. È il caso di Senior Planet, acquisito l’anno scorso da Aarp, potentissima organizzazione statunitense no profit dedicata alla popolazione senior, la stessa che ha creato AgeTech Collaborative, un hub dedicato a promuovere e supportare l’innovazione tecnologia nel mercato nella silver economy mettendo in contatto startup, investitori e imprenditori dell’AgeTech.

Tecnologia + longevità + mobilità = auto a guida autonoma. Sempre di più si parla di auto senza pilota, tema molto discusso, per consentire spostamenti a persone molto anziane con deficit di riflessi o altre limitazioni. Sensori di ultima generazione, ultrasuoni e telecamere a lungo raggio, data analysis e intelligenza artificiale: questo il mix che lo renderà possibile. E per gli anziani molto anziani che perdendo mobilità perdono una quantità di stimoli cognitivi aumenta l’offerta VR: realtà aumentata e realtà virtuale. La possibilità di visitare luoghi mai visti o ripercorrere luoghi che rivestono una certa importanza nella memoria della persona attraverso tecnologie immersive può fare miracoli sull’umore e sulle funzioni cognitive. Rendever lavora regolarmente con case di riposo e case di cura, ridando agli ospiti accesso ad emozioni che la fragilità fisica gli aveva precluso.