tecnologia aerospaziale

Un appalto vinto da un’azienda italiani e gli investimenti del ministero: così l’Italia punta a sviluppare la propria tecnologia aerospaziale.

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La società italiana Exprivia ha vinto la gara europea indetta dallo European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) per la visualizzazione dei dati satellitari sui fenomeni del sistema terra. Il progetto è una milestone nell’iniziativa europea Destination Earth, che ha come obiettivo quello di creare un “gemello digitale” della Terra attraverso cui rappresentare con estrema precisione i cambiamenti climatici e l’impatto ambientale. Il progetto affidato a Exprivia avrà una durata di diciotto mesi, per un valore di 1,4 milioni di euro. Finanziata dal’Unione Europea Destination Earth sarà attuata congiuntamente da tre enti incaricati: il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio (ECMWF), responsabile della creazione dei primi due ‘gemelli digitali’ e del ‘Digital Twin Engine’, l’Agenzia spaziale europea (ESA), responsabile della costruzione della ‘Core Service Platform’, e l’Organizzazione europea per l’utilizzo dei satelliti meteorologici (EUMETSAT), responsabile della creazione del ‘Data Lake. La soluzione proposta da Exprivia si basa su una tecnologia immersiva in cloud che consente di visualizzare, monitorare e conservare i dati in tempo reale e interagire con il gemello digitale. L’iniziativa vede Exprivia come capofila e coinvolge i partner industriali CGI Italia S.r.l. e MEEO S.r.l. – Meteorological and Environmental Earth Observation, e il partner scientifico Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC).

Anche il ministero delle imprese guarda allo spazio

La vocazione allo spazio dell’Italia non riguarda solo Exprivia, ma anche del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che alla presenza del ministro Adolfo Urso, ha firmato due importanti contratti da oltre 285 milioni di euro complessivi per potenziare le capacità tecnologiche dell’industria italiana per l’accesso allo spazio.

Le convenzioni rappresentano un passo significativo per l’implementazione del programma “Next Generation EU” in Italia. Con il sostegno dei programmi Vega C e Vega E, si mira a sfruttare le capacità esistenti nel paese per sviluppare la prossima generazione di motori spaziali eco-sostenibili, che saranno integrati nelle future famiglie di lanciatori spaziali europei. Il finanziamento per questo progetto è stato concesso dal PNRR e ammonta a oltre 1,2 miliardi di euro. Questo consentirà all’ESA di sviluppare le tecnologie necessarie per realizzare motori spaziali altamente efficienti ed ecologici, utilizzando le conoscenze e le risorse presenti in Italia.

Il contributo dell’Italia alla tecnologia aerospaziale

L’iniziativa rappresenta una grande opportunità per l’industria spaziale italiana e contribuirà a rafforzare la posizione del paese nel settore. Inoltre, il successo di questo progetto potrebbe portare a nuove opportunità di lavoro e investimenti per l’intera economia italiana.“La firma di oggi è importante per il raggiungimento degli obiettivi PNRR per lo spazio. Ancora una volta viene ribadito il nostro impegno su un settore determinante, in cui l’Italia può e deve avere un ruolo di leadership grazie al lavoro fatto dalle imprese italiane, la cui tecnologia riscuote unanime riconoscimento” dichiara il ministro Adolfo Urso durante la cerimonia di firma. “La sigla di oggi è la prima pietra miliare di un percorso che sarà certamente positivo – ha spiegato Urso – Non posso che augurare il miglior successo alle iniziative e ai progetti che scaturiranno da questi due contratti, che valorizzeranno l’intera filiera del comparto”.

I due progetti saranno guidati da Avio come appaltatore principale supportato da una filiera d’eccellenza fatta da importanti realtà industriali italiane, da startup e piccole/medie imprese, nonché da centri di ricerca e università.