La stura alle polemiche sul Superbonus 110 l’ha data il presidente del consiglio Mario Draghi a Bruxelles, quando ha il giorno dopo aver presentato la proroga al 30 giugno del Superbonus 110 alle villette, ha spiegato come la misura abbia fatto lievitare i costi delle materie. Lo stesso presidente del consiglio si è detto “non d’accordo con la misura”, che piace tanto a buona parte del suo governo, ma anche alle associazioni categoriali.
Levata di scudi a favore del Superbonus 110
Nella giornata di ieri si sono avvicendate le dichiarazioni di politici e rappresentanti delle associazioni di categoria in merito alla decisione dello stesso governo di prorogare di tre mesi la possibilità
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Nel giro di poche ore ci si è divisi tra i favorevoli e i contrari alla misura che comunque dovrebbe essere prorogata per le villette unifamiliari fino al 30 giugno.
Cna ha espresso sorpresa e delusione per le valutazioni del presidente del consiglio. “La misura – spiega in un comunicato – ha dimostrato di coniugare le esigenze di riqualificazione energetica degli immobili residenziali e di funzionare da volano per l’intero comparto delle costruzioni e della ripresa economica. Sorprende in particolare la continua messa in discussione degli incentivi all’edilizia che sono parte integrante della programmazione politica economica approvata dal governo.”
I Cinquestelle sulle barricate
Tra i più strenui difensori della misura voluta dal governo conte bis, ci sono i 5 Stelle. “Nella giornata di oggi – dice Davide Crippa – capogruppo del Movimento Cinque Stelle alla Camera -tra gli altri della Cna, del Consiglio Nazionale degli architetti, dei sindacati di esponenti di forze politiche ambientaliste, di Confartigianato e dei costruttori dell’Ance. A difendere il Superbonus 110 sono intervenuti anche ministri di centrodestra. I dati diffusi dallo stesso esecutivo nazionale dimostrano l’impatto positivo della misura anche sul piano occupazionale. Lo scorso anno nel settore delle costruzioni si sono registrate 123.977 attivazioni nette di contratti di lavoro, cui si sommano le 44.207 di gennaio e febbraio, circa 8900 in più di tutto il 2019″.
















