La transizione verso la mobilità elettrica costituisce uno dei pilastri di tutti i piani strategici europei, dal Green Deal al Next Generation Eu. Tuttavia i dati di vendita delle auto elettriche in Italia e lo stato delle infrastrutture di ricarica mettono a serio rischio il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec) e ancor più dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), visto che l’Italia oggi detiene il terzultimo posto per diffusione di infrastrutture di ricarica. Di fronte a questo scenario c’è un’unica via possibile: snellire le procedure, costruire sinergie e individuare percorsi di costruzione di mobilità cittadina che si fondino su una vera alleanza tra pubblico e privato.

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Chi sta cercando di accelerare questo processo è una start-up italiana, On Charge (On Electric Charge Mobility), che sta sperimentando un nuovo modello per pubbliche amministrazioni e aziende. On Charge si occupa di portare la mobilità elettrica tanto nelle città quanto nei piccoli centri, con progetti tailor-made. Un servizio completo che va dalle autorizzazioni all’installazione dei punti di ricarica, dalla formazione degli operatori alla realizzazione di software dedicati. È l’unica azienda italiana che fornisce l’infrastruttura, i veicoli elettrici per lo sharing ma anche un sistema applicativo personalizzabile, attraverso il quale ricaricare e pagare, oppure cambiare mezzo, passando da moto a bici e così via.

La storia di On Charge parte da Roma dove la società ha sede e dove si è aggiudicata tre lotti di installazioni per 240 punti di ricarica. Nella capitale sono in fase di presentazione ulteriori 240 punti di ricarica, per 480 punti totali. Da qui ha poi esteso il proprio campo d’azione a tutto il territorio nazionale.

On Charge è nata grazie a una operazione di crowd-funding con un target di 200mila euro che ha avuto finanziamenti molto più alti di quelli richiesti (318mila euro). Il gruppo Antonio Carraro spa, azienda leader mondiale nella produzione di trattori compatti, è entrato nel capitale sociale, anche per avviare sinergie nell’area dell’industria 4.0, così come è stata stretta una alleanza tecnologica con Siemens per le infrastrutture di ricarica.

On Charge nel suo portafoglio ha bici elettriche, scooter elettrici, auto elettriche, infrastrutture di ricarica per uso pubblico e domestico, stazioni di rilascio per e-bike e l’app On-mobility. Ha appena siglato un accordo quadro con I Borghi più belli d’Italia, ma è presente anche in tante città, comprese famose località di villeggiatura. Attualmente sta partecipando a oltre 50 bandi collegati al Pnrr e gestisce di continuo richieste che arrivano da Comuni e aziende, puntando molto sui piccoli centri visto che con 10 milioni di residenti, pari al 16,4% del totale, l’Italia è il Paese europeo con la più alta incidenza di abitanti che vive in centri a bassa densità abitativa. 

On Charge ha già le autorizzazioni per ulteriori 1360 punti di ricarica a partire da inizio 2023 per arrivare a 4500 entro il 2026, di cui il 50% colonnine fast. I veicoli elettrici – forniti a più di 20 Comuni – sono invece più di 400. «L’obiettivo – spiega il general manager Alessandro Di Meo – è semplificare il più possibile l’accesso tanto alle infrastrutture di ricarica quanto ai veicoli con amministrazioni che vogliano guardare oltre le attuali soluzioni di trasporto». «Per fare questo», aggiunge l’ad Claudio Piazza, «dobbiamo puntare su soluzioni tagliate a misura dell’ente o della comunità locale in modo da superare le perplessità e i dubbi che ancora resistono e mettere davvero le istituzioni, grandi o piccole che siano, nelle condizioni di investire nella mobilità elettrica.