Via al sesto pacchetto di sanzioni con una deroga sul greggio per l’Ungheria. La notizia l’ha data nel cuore della notte il presidente Ungherese stesso Viktor Orban, affidando il proprio messaggio al suo profilo Facebook: «È stato raggiunto un accordo. – ha scritto – L’Ungheria è esente da embargo petrolifero». Si tratta di un’esenzione temporanea, ma che comunque esclude lo stato ungherese dal sesto pacchetto di sanzioni che sono state previste dalla Russia per la guerra in Ucraina. Chi non l’ha presa benissimo sono stati i mercati.
Il Consiglio Europeo ha invitato tutti i paesi ad allinearsi all’embargo e nel proprio comunicato ha specificato: «che il sesto pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia riguarderà il petrolio greggio, nonché i prodotti petroliferi, forniti dalla Russia agli Stati membri, con un’eccezione temporanea per il petrolio greggio fornito mediante oleodotto. Il Consiglio europeo esorta pertanto il Consiglio a finalizzarlo e ad adottarlo senza indugio, garantendo un mercato unico dell’UE ben funzionante, una concorrenza leale, solidarietà tra gli Stati membri e condizioni di parità anche per quanto riguarda il graduale affrancamento dalla nostra dipendenza dai combustibili fossili russi»
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Le sanzioni agitano i mercati
Intanto continua la corsa dei prezzi del petrolio che tocca i 124 dollari a brent e preoccupa i mercati, che sono incerti anche perché la parola inflazione circola sempre meno, e si comincia a parlare di stagflazione. Sono previste comunque sul blocco del greggio misure di emergenza nel caso di interruzione di servizio, ma la situazione finanziaria rimane comunque instabile. Alla riapertura di Wall Street dopo le festività del Memorial Day i future sono deboli, dopo aver chiuso la scorsa settimana un rally, che ha invertito un trend al ribasso che durava da quasi due mesi.
















