Il gas che arriva da Gazprom in Europa ha avuto un piccolo aumento dopo il crollo dell’inizio del mese di maggio. Il produttore russo di gas Gazprom ha reso noto che continua a fornire gas all’Europa attraverso l’Ucraina tramite il punto di ingresso di Sudzha, con volumi che oggi sono pari a 44,1 milioni di metri cubi (mcm), in aumento rispetto ai 43,86 mcm di sabato.

«La richiesta per la fornitura di gas attraverso il principale punto di ingresso di Sokhranovka è stata respinta dall’Ucraina» ha aggiunto Gazprom».

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Gazprom precisa che secondo un portavoce del gruppo russo la richiesta di pompaggio attraverso Sokhranovka, nella regione di Lugansk, sarebbe stata negata da parte di Kiev mentre è attiva dalla stazione di ingresso di Sudzha. Il flusso è inferiore a quello dell’inizio di maggio, che era oltre il doppio, pari a 95,8 milioni di metri cubi, prima che gli ucraini chiudessero il gasdotto che attraversa Kiev, a causa della guerra. L’Ucraina avrebbe anche respinto una richiesta di far passare il gas attraverso un altro snodo, Sokhranovka, scrive il Guardian, citando Reuters.

Lunedì inizia il vertice europeo per discutere delle sanzioni

Intanto prende forma la proposta della Commissione europea di limitare l’embargo del petrolio russo, contenuto nel sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca, solo al greggio che arriva via mare. Esenterebbe così le importazioni tramite l’oleodotto Druzhba, principale fonte di approvvigionamento per l’Ungheria che finora ha posto il veto sul pacchetto sanzionatorio chiedendo proprio questa esenzione. Secondo la bozza rivista, di cui dà conto Bloomberg, la Bulgaria otterrebbe un periodo di transizione fino a giugno o dicembre 2024 e la Croazia potrebbe ottenere un’esenzione per le importazioni dall’oleodotto. La commissione ha anche proposto di limitare le riesportazioni di petrolio russo fornito tramite oleodotto ad altri Stati membri o Paesi terzi. Tutti gli altri Stati saranno tenuti invece a eliminare gradualmente le loro importazioni di greggio marittimo entro sei mesi e di prodotti petroliferi raffinati entro otto mesi. La proposta verrà discussa dagli ambasciatori dei Ventisette che si riuniranno, per l’ultima volta, prima del vertice Ue che si terrà lunedì e martedì. L’obiettivo è arrivare con l’ok al sesto pacchetto prima del summit. Altrimenti le sanzioni non saranno proprio trattate nell’incontro tra i capi di Stato e di Governo dell’Unione.