astensionismo primo partito davanti a Fratelli d'Italia
L'astensionismo primo partito

I cinque referendum sulla giustizia, promossi da Lega e radicali, non produrranno alcun effetto. La tornata non ha raggiunto il quorum. L’affluenza infatti è stata di poco superiore al 20,9%. E’ il dato definitivo fornito dal Viminale che ha completato il calcolo della partecipazione al voto nei 7.903 comuni italiani. Per la Costituzione, la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Referendum, per Spataro evitato sfregio al Paese

«Si può ora tirare un sospiro di sollievo perché è stato evitato uno sfregio al Paese ed al suo
assetto costituzionale». Lo afferma l’ex magistrato, Armando Spataro in un intervento sul quotidiano ‘La Stampa’. «La vittoria del Sì avrebbe permesso che pregiudicati e condannati per gravi reati diventassero candidabili o non decadessero da cariche esercitate in Parlamento o in amministrazioni territoriali, nonché da ruoli rivestiti nel Governo – afferma l’ex magistrato nel suo intervento – La vittoria del Sì ancora, avrebbe cancellato una delle caratteristiche che più fa onore al sistema ordinamentale della giustizia italiana, cioè la possibilità che i pubblici ministeri possano chiedere di cambiare funzione, passando ad esercitare – in presenza di precisi e restrittivi criteri – quelle di giudici e viceversa».

«Dunque, la bocciatura senza se e senza ma di cinque pericolose ipotesi di riforma, nessuna delle quali – sia ben chiaro – aveva a che fare con l’obiettivo strumentalmente dichiarato del miglior funzionamento della giustizia, ha risolto gravi problemi ed evitato rischi», prosegue. Coloro che sono risultati sconfitti «denunceranno, come già è stato fatto, silenzio e disinformazione di Rai, canali privati e giornali! Una sciocchezza di grande dimensione per chiunque abbia potuto seguire programmi radiotelevisivi e leggere giornali – conclude – la parità tra le parti in gioco è stata rispettata e, semmai, nelle ultime settimane, ferma la libertà di stampa e di schieramento, sono stati più numerosi gli articoli e i commenti a favore del Sì».