Il governo prepara l’uscita di scena del reddito di cittadinanza, che è prevista per l’estate e anche la sua sostituzione. Nella manovra sono previsti sette mesi di sussidio che devono essere spalmati nel 2023, quindi sarà un’uscita progressiva. L’intenzione del governo è quella di sostituirlo con politiche attive e di accompagnamento al lavoro più rispondenti alle esigenze del mercato.
I percettori di Reddito di Cittadinanza vanno in Gol
Secondo i dati, sono 198mila i percettori di Reddito di Cittadinanza che hanno aderito al Programma Garanzia Occupazione Lavoro (GOL). Questo rappresenta circa due terzi del totale dei percettori convocati. Di questi, oltre 47mila fruitori del reddito hanno individuato e concordato un’attività formativa da svolgere, mentre gli altri sono stati instradati verso percorsi di inserimento lavorativo e di aggiornamento o riqualificazione delle competenze.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso noto che la Legge Finanziaria per il 2023 prevede l’obbligo di coinvolgimento dei beneficiari del Reddito in iniziative di aggiornamento o di riqualificazione formative. Grazie alla spinta data dal Governo con la Legge 4 del 2019, oltre 161mila beneficiari, pari all’81%, potranno iniziare l’attività formativa nelle prossime settimane. Ciò è possibile grazie agli avvisi per l’attività di formazione che le Regioni hanno pubblicato a valere sulle risorse GOL.
I percettori di reddito dovranno essere tutti coinvolti in attività lavorative
Nelle prossime settimane, il Ministero provvederà ad estendere l’attività obbligatoria prevista per i percettori di reddito di cittadinanza a tutti gli interventi di inclusione lavorativa e di rafforzamento dell’occupabilità stabiliti dalla legge. Inoltre, il Ministero continuerà a lavorare in un tavolo di monitoraggio e valutazione con le Regioni per raggiungere il target previsto dal PNRR, dando la prevalenza ai beneficiari del reddito di cittadinanza nella presa in carico e nell’avvio a formazione o a percorsi di occupabilità. L’obiettivo è quello di andare incontro alle esigenze delle aziende, ma allo stesso tempo di rendere impiegabili al massimo i lavoratori. Il bollettino Excelsior, infatti, stima che per il mese di febbraio ci siano 178mila lavoratori di difficile reperimento. “Il nuovo strumento avrà quattro elementi cardine. – spiega il ministro del lavoro Marina Calderone in un’intervista a ‘Libero’ a proposito del reddito di cittadinanza e alla nuova misura a cui il governo sta lavorando – Il primo: una profilazione più coerente per indirizzare i soggetti alle politiche attive, anche utilizzando nuovi strumenti digitali. Il secondo: chi entra nel perimetro della misura avrà l’obbligo di partecipare a queste politiche attive. Dobbiamo evitare l’esperienza del passato, quando 600mila persone hanno percepito un reddito senza passare mai per un Centro per l’impiego. Terzo elemento: rafforzeremo le politiche attive. Quelle del futuro si baseranno su formazione, sostegno nei percorsi di autoimpiego/lavoro autonomo e incentivi all’occupazione per velocizzare l’ingresso nel mondo del lavoro. Quarto: il nuovo strumento sarà anche una misura di ‘ultima istanza’ per chi è in condizione di estrema fragilità e dovrà essere preso in carico dai servizi sociali dei Comuni”.
















