Ormai neppure il lusso va declinato al maschile

Chi nasce e cresce in una famiglia che già opera in un settore, spesso tende a fare propria la passione dei genitori e a farne il proprio mestiere. Sicuramente questo è di grande aiuto: il nostro lavoro è fatto di quotidianità, di rapporti prima interpersonali che commerciali, con i clienti e con i collaboratori». A parlare è Chiara Pisa, 38 anni, Amministratore Delegato di Pisa Orologeria di Milano. Terza generazione di una famiglia che, nel capoluogo lombardo, è sinonimo di Alta Orologeria fin dalla prima metà del ‘900, Chiara Pisa guida oggi un’azienda che ha chiuso il 2017 con quasi 70 milioni di euro di fatturato (+17,5% sull’anno precedente), può vantare, tra le altre, la boutique Patek Philippe più grande d’Europa e un flagship store che offre un assortimento di marchi unico in Italia. 

Un’impresa familiare con una dimensione quasi da grande azienda, guidata da una donna la quale ha raccolto il testimone dalla madre Maristella, oggi Presidente, che a suo tempo si trovò a gestire un’eredità impegnativa. «Per mia madre e mia zia, alla guida di Pisa Orologeria negli Anni ’70 – ricorda Chiara Pisa -, imporre la loro visione e guadagnarsi una posizione di spicco in un settore totalmente maschile non è stato affatto facile. Personalmente sono arrivata alla guida dell’azienda in un’epoca diversa, nel 2012. Ero comunque molto giovane, ma pronta a portare nuova linfa in una realtà che stava rapidamente evolvendo. Erano i primi anni del nostro cambiamento, dove bisognava azzardare e guardare al di là della singola boutique, quindi la diffidenza e i pregiudizi sono sicuramente venuti meno». 

Pisa Orologeria è una realtà che fattura 70 milioni di euro l’anno grazie a un assortimento di marchi unico in italia

Pregiudizi che spesso si acuiscono quando, come in tutte le aziende familiari, si pone il problema del passaggio generazionale con il trasferimento di deleghe e poteri a una donna, magari molto giovane. In Pisa Orologeria le cose sono andate diversamente. «Sono entrata gradualmente in azienda – prosegue -, seguendo i vari reparti che la compongono, affiancando una formazione di prodotto sul campo. Ho sempre potuto contare su mia madre, tuttora presente, e su collaboratori storici, affermati nel panorama dell’orologeria italiana e internazionale». 

Di sicuro, comunque, la presenza di donne ai vertici di imprese che operano nel settore del lusso non è più una rarità. «Oggi devo dire che è cambiata molto la situazione, anche in Italia: mi trovo quasi quotidianamente a confrontarmi con donne al timone di aziende importanti e appartenenti a qualsiasi settore. Essere alla guida di un’impresa significa soprattutto avere una grande passione, la quale esula dall’età anagrafica ma si alimenta nella quotidianità, respirando e vivendo questo mondo, giorno dopo giorno». Una visione che spinge Chiara Pisa a dare consigli alle giovani donne che aspirano alla carriera imprenditoriale: «Saper ascoltare chi ci circonda, voler azzardare e guardare oltre gli schemi, sia per proporre al mercato qualcosa di nuovo sia per vivere la quotidianità del lavoro come una sfida. Viceversa, chiudere gli orizzonti imprenditoriali, la mancanza di stimoli e di lungimiranza non mi avrebbero consentito di proseguire il lavoro di mia madre e di mio nonno».