Per Gianni Agnelli, che ne apprezzava il temperamento, era un “tipico intellettuale della Magna Grecia”, per gli italiani era uno degli ultimi protagonisti della Prima Repubblica. Nonostante i 94 anni, Ciriaco De Mita, che è morto nella notte alla clinica di riabilitazione Villa dei Pini di Avellino, era ancora sindaco di Nusco, il suo paese natale.  Dopo una lunga carriera trascorsa nelle file della sinistra della Dc, i cosiddetti basisti, che gli aveva regalato sia il ruolo di segretario del partito, che di presidente del consiglio, De Mita era passato al Partito  Democratico e poi alla  gruppo Fare Democratico- Popolari, che alle ultime elezioni regionali in Campania aveva sostenuto la lista del governatore De Luca.

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Era stato ricoverato in seguito a un attacco ischemico il 10 aprile scorso al Moscati di Avellino; in precedenza era stato operato al femore, e per questo si trovata nella struttura di riabilitazione. Aveva 94 anni compiuti a febbraio scorso.

Dalla Dc al Partito Democratico, la lunga carriera di De Mita

La sua lunga carriera politica era iniziata nel 1953, quando aderì alla Democrazia Cristiana, diventando nel 1956 consigliere nazionale. Furono però gli anni ’80 a far conoscere a tutta Italia il politico campano, che divenne dapprima segretario del partito e poi presidente del consiglio per quasi un anno tra il 1988 e il 1989. Dopo il ciclone Tangentopoli continuò la sua carriera e sinistra prima nella Margherita e nell’Ulivo, poi nei Dem, fino a poco prima della morte. Fu determinante nella scelta di candidare Romano Prodi, che era stato suo consigliere economico. Fino a pochi mesi fa era comunque attivo e ascoltato. Quando venne intervistato durante le ultime consultazioni per l’elezione del presidente della Repubblica, in quella che di fatto è stata la sua ultima apparizione a livello nazionale, non era mancata una stoccata ironica a Silvio Berlusconi nel momento della sua corsa al Quirinale.