Axa e Microsoft insieme per una nuova generazione di servizi

Microsoft e Alphabet, la società madre di Google, hanno riportato aggiornamenti trimestrali divergenti martedì, ma entrambi hanno una cosa in comune: rischiano entrambe di essere bastonate dai regolatori.

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Microsoft ha iniziato col diramare una serie di risultati che battono le aspettative: le entrate dal suo business del cloud computing sono state del 26% più alte rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, il suo business della produttività – pensate a Office 365 e LinkedIn – del 17% più alto, e il suo business dei PC dell’11% più alto.

Nessuna fortuna per Alphabet, invece, le cui entrate complessive hanno mancato le aspettative. Questo, anche se le sue entrate pubblicitarie – da piattaforme come Google e YouTube – sono aumentate del 22% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e le sue entrate cloud del 44%. Anche il suo profitto ha deluso, dato quanto ha speso per guidare i visitatori ai suoi siti e tenerli lì. E per quanto Alphabet abbia cercato di placare gli investitori con un buyback di 70 miliardi di dollari delle proprie azioni, non ha funzionato: le azioni della società sono scese del 5%.

Microsoft e Alphabet sono ancora al secondo e terzo posto dietro Amazon nello spazio cloud, ma Microsoft sta guadagnando terreno: ha aumentato la sua quota di mercato di quasi il 10% negli ultimi cinque anni, portandola a circa il 21% contro il 33% di Amazon. Non senza alcune presunte tattiche subdole, si badi bene: si dice che Microsoft stia attirando i clienti dai rivali facendo pagare di più per eseguire le sue applicazioni Office sui loro servizi cloud. E con i regolatori che annusano sempre ii giganti tecnologici in questi giorni, gli analisti pensano che questo potrebbe essere il prossimo all’ordine del giorno.

La Boeing ad esempio non si accontenta di un solo gigante del cloud, non quando può averli tutti e tre: il produttore di aerei ha annunciato all’inizio di questo mese che sta ingaggiando Microsoft, Alphabet e Amazon per farsi aiutare a rinnovare la sua tecnologia e dare ai suoi progettisti e sviluppatori un software migliore con cui lavorare. Spera che questo migliorerà il controllo di qualità, così come eliminerà alcuni dei problemi di produzione che fanno salire i costi di sviluppo di nuovi aerei.

 

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Sergio Luciano
Sergio Luciano, direttore di Economy e di Investire, è nato a Napoli nel 1960. Laureato in lettere, è giornalista professionista dal 1983. Dopo esperienze in Radiocor, Avvenire e Giorno è stato redattore capo dell’economia a La Stampa e a Repubblica ed ha guidato la sezione Finanza & Mercati del Sole 24 Ore. Ha fondato e diretto inoltre il quotidiano on-line ilnuovo.it, ha diretto Telelombardia e, dal 2006 al 2009, l’edizione settimanale di Economy. E' stato direttore relazioni esterne in Fastweb ed Unipol. Insegna al master in comunicazione d’impresa dell’Università Cattolica e collabora al Sussidiario.net.