regolamento pesticidi

Dopo due legislature passate a tergiversare, giovedì 14 dicembre la Camera avrebbe dovuto scegliere se approvare o bocciare il Mes. Ma anche questo appuntamento potrebbe slittare, viste le difficoltà di Giorgia Meloni e Matteo Salvini a far digerire la scelta al loro elettorato. Il rischio, secondo fonti vicine alla maggioranza è che tutto slitti al 2024. Già a luglio era stata votata alla Camera una sospensiva per prendere tempo. Ora invece c’è il problema dell’intasamento del calendario parlamentare, perché dal Senato è arrivato il decreto Anticipi che va approvato prima di domenica, quando scade. Verrà quindi posta la fiducia, che porterebbe al voto finale non prima di giovedì, quando Meloni sarà a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo. E sarà difficile trovare un altro momento utile prima di Capodanno.

LEGGI ANCHE: Aria, acqua e gallerie: ecco le infrazioni italiane in Europa

Sul piatto anche la modifica del patto di stabilità

Il voto sul Mes potrebbe essere, come da più parti ipotizzato, una moneta di cambio per altre trattative con l’Europa: il Bilancio europeo e il Patto di stabilità. È la «logica del pacchetto» con cui Meloni pensa di far ingoiare ai suoi il Mes, mettendo sulla stessa bilancia due dossier ben più pesanti per il futuro del Paese. Strategia ribadita dal ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto: «Il Consiglio europeo deve affrontare le modifiche del Bilancio europeo ed altri dossier rilevantissimi. Immediatamente dopo abbiamo la trattativa sul Patto di stabilità, le cose vanno raccordate. Pensare che sul Mes ci sia una discussione a parte, che non tenga conto di questi due elementi, non ci convince». Con un dettaglio ulteriore, però, che ha un peso non irrilevante: il 31 dicembre scadranno i termini per approvare il Mes e quindi, dal 1 gennaio 2024, le banche europee non avranno un fondo di garanzia a salvaguardarle. Forza Italia chiede quindi di fare in fretta. Il problema è soprattutto in casa Lega dove i parlamentari sono spaccati, tra chi è decisamente contrario come Borghi e chi invece è possibilista. Dall’altro lato una rottura pesante significherebbe rompere con Bruxelles.