Rising of fuel price due embargo for import energy from Russia. Petrol price and oil global crisis concept

La guerra continua, l’inflazione galoppa e la Fed è più aggressiva. La settimana prima di Pasqua si chiude con queste certezze e tante incognite attorno per i mercati che chiudono inquieti prima della pausa. Wall Street chiude in rosso e, sulla scia, i listini in Asia si fanno negativi. Tokyo arretra leggermente e Shanghai va giù di circa mezzo punto percentuale. A casa del Dragone preoccupa soprattutto la situazione-Covid della megalopoli dove il lockdown è ancora in pieno corso e i contagiati continuano ad essere “confinati” (segregati?). Oggi Wall Street e le Borse europee non aprono per la settimana corta di Pasqua.

L’andamento in Usa risente dell’inflazione 

Ieri a New York gli indici hanno chiuso in negativo l’ottava, specie il Nasdaq calato del 2,6%, mentre l’S&P ha ceduto il 2% e il Dow Jones lo 0,8%. I tecnologici hanno perso oltre il 2% a fine giornata, affossati dai timori per l’inflazione Usa, che a marzo è salita ai massimi da 40 anni, mentre i prezzi alla produzione hanno registrato un balzo record di oltre l’11%. Sempre ieri il tasso del Treasury a 30 anni è volato al 2,92%, il top dal maggio 2019, mentre il rendimento del T-bone a 10 anni, dopo due cali consecutivi, e’ tornato a salire, toccando il 2,83% e mettendo sotto pressione i titoli ad alta crescita di Wall Street, in particolare Apple ha perso il 3%, mentre Amazon, Microsoft e Meta hanno ceduto oltre il 2%. Sotto i riflettori Twitter, arretrata dell’1,46% dopo che il patron di Tesla, Elon Musk, ha lanciato un’opa da 43 miliardi di dollari per acquistare la società, offerta che il cda riterrebbe pero’ “sgradita” e contro la quale starebbe studiando delle mosse difensive. Di conseguenza anche Tesla ha lasciato sul terreno il 3,6%, scendendo sotto la soglia dei 1.000 dollari. Bene invece Morgan Stanley (+0,75%) e Citigroup (+1,56%) che hanno annunciato nel primo trimestre risultati migliori delle attese. In controtendenza Goldman Sachs (-0,10%), che ha riportato un calo del 43% dei profitti, mentre Wells Fargo ha lasciato sul terreno oltre il 4% dopo aver registrato una flessione del 21% degli utili.

Dopo il 24 aprile dall’Ue embargo al petrolio russo

«L’Unione Europea sta preparando l’embargo al petrolio russo». La notizia arriva dal New York Times e, se confermata, sarebbe la più grande sanzione dei Paesi occidentali verso Putin, che ha nel greggio una delle fonti economiche piu’ importanti. La mossa non dovrebbe essere messa in atto prima del 24 aprile, giorno dell’elezione del nuovo presidente francese, per garantire che l’impatto sui prezzi non aiuti la candidata
populista di destra Marine Le Pen e danneggi le possibilità di rielezione del presidente Emmanuel Macron. Secondo il Times il blocco europeo si starebbe muovendo verso l’adozione di un divieto in piu’ fasi, che permetterebbe alla Germania e ad altri
Paesi inizialmente contrari di avere il tempo per trovare dei fornitori alternativi. Un simile approccio e’ stato adottato dall’Ue per il divieto sul carbone russo.