A quanto si apprende, Delfin ha depositato questa sera la sua lista di minoranza per il rinnovo del board di Mediobanca. La lista dovrebbe attestarsi su ‘quota cinque’, ossia cinque nomi, di cui i primi due entreranno in cda e gli altri tre che invece entreranno in consiglio solo se la lista sarà la più votata nell’assemblea del 28 ottobre. Nel frattempo la notizia che ha suscitato maggiore attenzione nei giorni scorsi è stata quella dell’ingresso di Poste nel capitale di Mediobanca, pur non avendo comunque diritto di voto nell’assemblea che è stata fissata per il 28 ottobre.
Le Poste Italiane hanno fatto il loro ingresso nel capitale di Mediobanca, secondo quanto riportato da fonti finanziarie e documentato da La Stampa. Questa mossa è avvenuta nonostante le Poste Italiane siano una società di servizi e logistica controllata dallo Stato, con una quota del Tesoro pari al 29,26% e un ulteriore 35% di partecipazione da parte di Cdp. La società ha acquisito una quota superiore all’1% nel capitale di Piazzetta Cuccia, rimanendo al di sotto della soglia critica del 3%, che avrebbe comportato l’obbligo di comunicazione al mercato.
Un momento delicato per Mediobanca
Questa notizia ha suscitato scalpore, in quanto si inserisce in un momento di grandi manovre in vista dell’assemblea che si terrà il 28 ottobre per stabilire i nuovi assetti del consiglio di amministrazione della banca guidata da Alberto Nagel. Mediobanca è stata negli anni un punto di riferimento stabile, ma ora sembra essere sotto assedio.
Nonostante la pressione, sembra che Alberto Nagel sarà confermato nel ruolo di amministratore delegato, dato che occupa la seconda posizione nella lista presentata dal consiglio di amministrazione, che prevede una maggioranza delle poltrone per questa fazione. L’ingresso delle Poste Italiane nel capitale di Mediobanca rappresenta un’ulteriore evoluzione nell’arena finanziaria italiana, che continuerà a essere al centro dell’attenzione in futuro.
















