Lottomatica e Cirsa compiono un nuovo passo verso la fusione, che darà vita a uno dei maggiori gruppi mondiali del gioco e delle scommesse sportive. I consigli di amministrazione delle due società hanno approvato il piano congiunto che stabilisce termini e condizioni dell’operazione transfrontaliera, con un valore aziendale complessivo di 34 miliardi di euro e un Ebitda rettificato atteso intorno ai 2 miliardi. Nel triennio successivo al perfezionamento della fusione, le distribuzioni agli azionisti potrebbero raggiungere complessivamente i 4 miliardi di euro.
Lottomatica-Cirsa: rapporto di cambio e peso di Blackstone
L’operazione, annunciata a inizio settembre, prevede l’incorporazione di Cirsa in Lottomatica. La società italiana resterà l’entità giuridica risultante dalla fusione, mentre Cirsa cesserà di esistere come soggetto autonomo, trasferendo a Lottomatica tutte le proprie attività, passività e rapporti giuridici.
Il rapporto di cambio stabilito assegna 0,668 nuove azioni ordinarie Lottomatica per ogni azione Cirsa, senza alcun pagamento in contanti. Sulla base di questi termini, gli attuali azionisti della società spagnola deterranno complessivamente circa il 32,5% del capitale della nuova realtà.
Tra i principali azionisti ci sarà Blackstone, il fondo di investimento che controlla Cirsa, destinato a diventare il maggiore azionista del gruppo risultante dalla fusione, con una partecipazione prevista intorno al 24%. Blackstone avrà inoltre il diritto di nominare due componenti del consiglio di amministrazione di Lottomatica, che passerà dagli attuali 11 a 13 membri.
Dividendi e distribuzione di capitale
Il piano prevede diverse distribuzioni a favore degli azionisti delle due società. Prima che la fusione diventi efficace, Cirsa distribuirà un dividendo straordinario di 1,56 euro per azione, per un ammontare complessivo di circa 262 milioni di euro.
Inoltre, entro il 30 giugno 2027, e subordinatamente alle necessarie approvazioni societarie e legali, gli azionisti potrebbero ricevere dividendi o acconti sui dividendi relativi all’esercizio 2026 per un importo massimo di 130 milioni di euro per Lottomatica e 100 milioni per Cirsa.
Se queste distribuzioni non dovessero essere effettuate prima del perfezionamento della fusione, il dividendo straordinario di Cirsa sarà aumentato e il consiglio di amministrazione di Lottomatica proporrà successivamente distribuzioni post-fusione equivalenti, con l’obiettivo di compensare gli azionisti.
A queste misure si aggiunge una possibile distribuzione di capitale da parte di Lottomatica per 744 milioni di euro. Una volta completate le formalità societarie e regolamentari, il consiglio di amministrazione intende sottoporre la proposta all’assemblea degli azionisti. L’operazione potrà essere realizzata attraverso un dividendo straordinario, un’offerta pubblica di acquisto parziale volontaria di azioni proprie oppure una combinazione delle due modalità.
Nel complesso, le distribuzioni previste e potenziali sono alla base della stima di un ammontare fino a 4 miliardi di euro a favore degli azionisti nel triennio successivo al perfezionamento della fusione.
Governance e quotazione: Lottomatica resta a Piazza Affari
Dopo la fusione, la società manterrà la sede legale a Roma e continuerà a operare con la denominazione Lottomatica. Guglielmo Angelozzi resterà presidente e amministratore delegato, mentre Laurence Van Lancker manterrà gli incarichi di vice amministratore delegato e direttore finanziario.
Per le attività di Cirsa, Antonio Hostench Feu continuerà a ricoprire il ruolo di amministratore delegato e Antonio Grau Folguera quello di direttore finanziario.
Sul fronte della Borsa, le azioni Lottomatica, comprese quelle di nuova emissione assegnate agli azionisti di Cirsa, continueranno a essere negoziate su Euronext Milan. Dopo il perfezionamento della fusione e l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie, è prevista anche la quotazione sui mercati spagnoli di Madrid, Barcellona, Bilbao e Valencia, attraverso il Sistema di Interconnessione delle Borse Spagnole.
Il piano tutela inoltre gli azionisti di Cirsa che voteranno contro la fusione, riconoscendo loro il diritto di recesso con un corrispettivo in denaro pari a 13,20 euro per azione, al netto degli eventuali dividendi o delle distribuzioni ricevuti prima dell’efficacia dell’operazione. Il diritto potrà essere esercitato entro il limite previsto dal piano: la fusione è infatti subordinata alla condizione che le azioni interessate dal recesso non superino il 5% del capitale emesso e in circolazione di Cirsa.
















