Vincenzo Oliverio, global head M&A e Capital markets di Oliverio&Partners

Nel rischio energetico europeo, dove cavi, gasdotti e batterie valgono ormai quanto le alleanze diplomatiche, le operazioni più ambiziose non si perdono sul piano tecnologico. Si perdono altrove, nelle pieghe di un’autorizzazione che tarda, in una clausola scritta male, in un rischio normativo che nessuno aveva mappato.

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È il terreno su cui si muove Oliverio&Partners, boutique europea attiva nell’M&A, nelle Infrastructure energy e nei Capital markets. A guidare l’area M&A e Capital markets come global head è l’avvocato Vincenzo Oliverio, interlocutore abituale di family office, captive investor e fondi di private equity impegnati a trasformare la transizione ecologica in capitale produttivo.

Avvocato Oliverio, il settore delle infrastrutture energetiche sta vivendo una trasformazione senza precedenti, spinto dalla transizione ecologica e da massicci flussi di capitale internazionale. Qual è la visione di O&P sul futuro di questo comparto?
Le infrastrutture energetiche non sono più un settore di nicchia, ma il pilastro geopolitico ed economico dell’Europa. Il futuro appartiene alla decentralizzazione delle reti,  al BESS utility Scale , all’idrogeno verde,  al potenziamento delle rinnovabili, al mini nucleare. Tuttavia, la vera sfida non è solo tecnologica, ma regolatoria e legale. Come O&P , vediamo che il successo dei grandi progetti dipende dalla capacità di anticipare i colli di bottiglia autorizzativi e di strutturare due diligence molto accurate  e dettagliate a tutela dei nostri clienti investors.

La vostra insegna viene indicata tra le leader dell’advisory per la capacità di unire competenze verticali in M&A, Infrastructure Energy e Capital Markets. In che modo queste tre aree si integrano in un grande progetto energetico?

Sono vasi comunicanti. Un’operazione sulle infrastrutture oggi richiede quasi sempre una complessa architettura di finanza straordinaria e, spesso, il ricorso ai mercati dei capitali  per il finanziamento a lungo termine mediante project financing. Essere una boutique di primissimo piano europea significa offrire a family office, captive investor e ai fondi di private equity soluzioni legali adeguate alle loro necessità considerando la grande complessità del mercato finanziario”.

La complessità delle normative europee spaventa spesso gli investitori. Qual è l’approccio di O&P per blindare queste operazioni straordinarie?
Applichiamo una tutela legale molto prudente e il più possibile predittiva. Nelle operazioni di M&A energetico, il rischio normativo e ambientale può azzerare il valore di un asset dall’oggi al domani. Noi non interveniamo a valle per risolvere una controversia, ma blindiamo la governance e la contrattualistica ex-ante. Questo approccio sartoriale ci permettere di poter fare mitigare il più possibile il cd. l’investment risk.

Un consiglio finale per le imprese italiane che vogliono scalare e attrarre capitali nel settore energetico?Considerare di presentarsi ai mercati dei capitali con una struttura societaria solida, un importante track record,  contratti commerciali blindati e una governance trasparente è il primo vero fattore di attrazione per i grandi investitori globali.