Giovanni Acampora

Un progetto che mira alla valorizzazione e promozione del turismo nautico in Italia, attraverso la proposta di rotte e itinerari costieri alla scoperta dell’immenso patrimonio storico, culturale, artistico, naturalistico, enogastronomico dell’entroterra del Belpaese, disponibili sul portale Italia.it in italiano e inglese. Al contempo, il primo risultato di un’operazione istituzionale svolta con la Conferenza delle Regioni per far considerare finalmente la navigazione da diporto come un vero e proprio segmento turistico. È L’Italia vista dal mare, progetto di Assonautica Italiana, braccio operativo per la blue economy di Unioncamere, nell’ambito del Piano di promozione 2020 di cui all’Accordo di Programma tra Ministero del Turismo, Regioni e Province autonome, in collaborazione con Enit, per la valorizzazione del turismo in ltalia con il progetto Viaggio italiano – Scopri l’ltalia che non sapevi. 

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La nautica è stata inserita nell’ambito del turismo attivo, e ad Assonautica Italiana è stato affidato il compito di valorizzarla. «Abbiamo ottenuto un risultato straordinario: i porti e gli approdi turistici vengono visti per la prima volta come strutture ricettive a tutti gli effetti» dice il presidente di Assonautica Italiana Giovanni Acampora, «e chi ci lavora, come per fare un esempio le società di charter, diventano – non ancora in maniera giuridica ma di fatto – veri e propri operatori di servizi turistici. Il mio vicepresidente Francesco de Filippo ha portato avanti il progetto in maniera egregia». Che un Paese con una costa di oltre 8 mila chilometri non avesse ancora incluso la navigazione da diporto tra le attività turistiche è una delle tante stranezze italiane. L’Italia dispone di 285 porti e approdi turistici con una dotazione di più di 162 mila posti barca, 2.090 accosti per un totale di oltre 500 mila metri, fiumi, corsi d’acqua e vie navigabili interne per circa 500 chilometri. Lungo le coste e nei corsi d’acqua interni navigano ogni anno migliaia di diportisti italiani e stranieri, con un importante indotto economico e una fruizione delle eccellenze e servizi non solo tecnici, del territorio e degli approdi dove ormeggiano: shopping, ristorazione, cambusa, scoperta del territorio, visite culturali, manutenzioni… «Si è sempre parlato di turismo nautico, ma di fatto non era un segmento turistico» rimarca Acampora, «con L’Italia vista dal mare invece lo diventa, entrando a far parte del turismo open air come il cicloturismo, il nordic walking, le attività outdoor per l’estate e l’inverno». 

Si tratta di un primo passo, anzi di un precedente utile in vista dei prossimi: «Ci ripromettiamo che attraverso questa bellissima operazione il governo, le amministrazioni dello Stato, le Regioni, nelle fasi di programmazione, mettano in campo anche delle risorse per le strutture turistiche portuali» afferma il presidente di Assonautica Italiana, «e che questa destinazione che si è di fatto concretizzata sia in qualche modo anche giuridicamente istituzionalizzata attraverso l’attenzione del legislatore sia statale sia regionale. Ora le Regioni, in particolare, hanno un appiglio per normare il turismo nautico». Nelle intenzioni di Assonautica Italiana, insomma, la promozione del turismo nautico consentirà di superare una certa timidezza da parte delle amministrazioni dello Stato e locali nel programmare e sostenere interventi e finanziamenti verso il settore. Sarà così possibile favorire l’opportunità di attrarre nuovi e maggiori investimenti per aumentare la qualità, la sostenibilità, l’accoglienza di porti e approdi turistici, oltre all’integrazione delle varie componenti del turismo nautico con quelle classiche dell’offerta turistica.

Fin qui l’aspetto strategico e istituzionale. Poi c’è quello di pura bellezza relativo ai 16 itinerari, cui se n’è aggiunto un altro last minute in Sardegna. «La nostra proposta è quella di un forte cambiamento di prospettiva» spiega Acampora, «si tratta di guardare l’Italia arrivando dai porti come facevano gli antichi, per poi scoprire tutto quello che c’è dietro, il patrimonio storico, culturale, artistico, naturale, la cultura, l’enogastronomia… Entrando dall’approdo naturale del passato si vede questo paesaggio straordinario da un altro punto di vista». 

Per “L’Italia vista dal mare” sono stati così realizzati itinerari che ripercorrono l’Italia e le isole, ma anche le acque interne. Non si tratta di portolani, cioè di manuali di navigazione costiera o portuale, ma di descrizioni di un tratto costiero o lacustre, per invogliare il turista alla navigazione e alla scoperta del territorio, con cenni storici, informazioni utili per l’ormeggio e dei servizi a terra, indicazioni delle bellezze naturalistiche marine e del patrimonio culturale. Partendo da nord ovest in senso anti orario, si inizia con “La rotta dei poeti” che porta in Liguria da Sanremo a Santo Stefano Magra in un percorso lungo circa 110 miglia nautiche, scendendo poi con “La rotta degli etruschi” da Marina di Pisa a Cala Galera, circa 130 miglia passando per l’Arcipelago Toscano. Si prosegue con “La rotta dei Cesari” da Civitavecchia a Gaeta, circa 140 miglia con deviazione sulle isole Pontine. «Ma gli autoctoni preferiscono chiamarle ponziane, sono quelle bellissime isole di fronte al golfo di Gaeta: Ponza, Ventotene l’isola di Santo Stefano dove è nato il manifesto di Altiero Spinelli, e l’isoletta di Palmarola» invoglia Acampora. «Posti di una bellezza naturalistica straordinaria a pochissime miglia nautiche da Roma a Napoli, ti puoi imbarcare da Terracina, Anzio, Formia. Sono le Maldive del Mediterraneo». C’è poi “La rotta delle Sibille” che parte da Nisida fino a Capo Palinuro, circa 140 miglia passando per Ischia, Capri e Procida. In Sardegna c’è “La rotta dei nuraghi”, la tratta più lunga che da Cagliari ad Alghero con circa 260 miglia di navigazione, cui si è aggiunto un itinerario sulla costa orientale, la “Rotta dei Giganti e dello smeraldo”. Tornando in Campania, da Sapri a Tropea si trova invece “La rotta dei Normanni” lunga 150 miglia, come lo è “La rotta degli dei” che lasciata la Calabria porta alla scoperta del primo percorso della Sicilia da Agrigento a Siracusa, per finire con “La rotta dello stretto” da Palermo a Messina. Si prosegue con “La rotta Grecanica” da Crotone a Taranto e “La rotta del Levante” che dalla costa del Salento da Otranto arriva sul Gargano a Rodi Garganico. La “rotta dei Trabocchi” porta alla scoperta della costa adriatica da Termoli a San Benedetto e da Porto Recanati a Comacchio con “La rotta del Sale”. Lasciata l’Emila Romagna si entra in Veneto con “La rotta dei Dogi”, un itinerario di circa 110 miglia che da Mira arriva a Trieste, entrando nella laguna veneta da Chioggia a Venezia. 

Si lascia il mare per passare invece alle acque interne alla scoperta del lago più grande d’Italia, il Lago di Garda con l’itinerario “La Centomiglia del Garda” da Desenzano a Riva del Garda, lungo circa 120 miglia. Meno conosciuta forse, ma ricca di una natura incontaminata tutta da scoprire assieme al patrimonio storico e archeologico è la Rotta sul “Fiume di Mezzo”, una navigazione sul Canalbianco che da Rovigo porta a Trecenta. 

Per concludere, il viaggio alla scoperta dell’Italia dal mare non poteva non includere l’itinerario Culturale “Rotta di Enea” (certificato dal Consiglio d’Europa), che per la parte italiana si snoda per circa 500 miglia lungo cinque regioni italiane (Puglia, Sicilia, Calabria, Campania e Lazio) ripercorrendo il viaggio di Enea, toccando siti archeologici, anche subacquei, aree marine protette e ambienti di enorme rilievo naturalistico.