Lavoratori espatriati, c’è una soluzione “all inclusive”
Andrea Benigni, amministratore delegato Eca Italia

Il personale espatriato chiavi in mano: contratto, fisco, previdenza. È il servizio di ECA Italia, unica società italiana verticale sui temi della mobilità internazionale del management ed agente italiano di ECA International, società leader a livello mondiale nella consulenza per la gestione degli espatriati. Il dipendente espatriato, che sia un top manager o un tecnico, è l’avamposto dell’azienda all’estero, un elemento fondamentale per il successo sui mercati internazionali. Le complicazioni di carattere fiscale e previdenziale, però, non vanno sottovalutate, specie in certe aree del pianeta. Ecco perché tante multinazionali e Pmi scelgono il supporto specializzato di ECA Italia. «Il nostro ruolo inizia quando l’azienda ha definito il progetto che coinvolgerà una risorsa espatriata, che si tratti di un dirigente o di un tecnico» spiega Andrea Benigni, ad di ECA Italia. «Spesso si tratta di ruoli chiave, di tipo prettamente manageriale, come per esempio il commercial manager o il direttore tecnico in un determinato Paese. L’espatriato è certamente un fattore endemico del successo all’estero, è la faccia dell’azienda che investe sul territorio oltre confine. C’è bisogno di qualcuno che trasferisca all’estero la cultura aziendale» dice Benigni. Oltre ai manager e ai tecnici, tra gli espatriati delle aziende italiane sta assumendo un rilievo importante anche la logica dello sviluppo delle risorse umane: «le aziende evolute fanno talent management, mandano all’estero giovani under 32 come tappa di crescita del loro percorso di carriera. Gli ingegneri vincono per distacco sui laureati in economia, e l’ingegneria gestionale in particolare sta crescendo».

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L’Espat è fondamentale per il successo, è la faccia dell’azienda che investe sul territorio. Colui che trasferisce all’estero la cultura aziendale

I problemi che incontrano le imprese riguardano soprattutto gli aspetti fiscali e previdenziali: «Si deve fare i conti con normative che si incrociano. C’è un tema fiscale con diverse criticità, a partire dalla doppia imposizione a cui può essere sottoposto il dipendente distaccato, che in linea di principio continua a pagare le tasse anche in Italia: poi eventualmente avrò la possibilità di recuperare il credito d’imposta se dimostrerò che il pagamento dell’imposta avviene a titolo definitivo nel Paese estero» spiega Benigni. «Anche sul piano previdenziale si deve gestire una potenziale doppia contribuzione, che si evita, in caso di distacco estero, solo se il Paese è convenzionato con l’Italia dal punto di vista previdenziale: in questo caso i contributi si pagano solo in Italia» aggiunge l’ad di ECA Italia. Per affrontare al meglio le diverse complicazioni, ed evitare brutte sorprese dal punto di vista dei versamenti richiesti, ecco che affidarsi ai professionisti di ECA può essere l’idea vincente. «Pianificazione fiscale, previdenziale e contratto sono tre binari paralleli, ma che si incontrano. Aiutiamo l’azienda a costruire bene il trattamento economico per poi gestirlo in modo ottimale a livello fiscale e previdenziale. Tutto deve atterrare sul contratto di distacco, che integra il rapporto di lavoro e norma il rapporto tra l’azienda distaccante e il dipendente» spiega ancora Benigni. «Parliamo di distacco, perché potrei anche procedere alla localizzazione, assumendo in loco il dipendente, ma non risolverei il problema fiscale: se il centro vitale rimane in Italia, l’Agenzia delle entrate chiede comunque di versare imposte nel nostro paese». Quelle che sembrano scorciatoie a volte si rivelano trappole: «negli Stati Uniti ci vogliono 4 o 5 mesi per avere un visto di lavoro. È anche oneroso, ti devi appoggiare a professionisti che si fanno pagare bene. C’è chi usa come escamotage il “business visa”, ma ci vuole grandissima prudenza: lo può utilizzare l’ad che va a fare incontri strategici, non il direttore finanziario che fa il suo lavoro». Meglio non incorrere nelle ire della giustizia, in questo caso a stelle e strisce… e più in generale del paese ospitante!