
L’Espat è fondamentale per il successo, è la faccia dell’azienda che investe sul territorio. Colui che trasferisce all’estero la cultura aziendale
I problemi che incontrano le imprese riguardano soprattutto gli aspetti fiscali e previdenziali: «Si deve fare i conti con normative che si incrociano. C’è un tema fiscale con diverse criticità, a partire dalla doppia imposizione a cui può essere sottoposto il dipendente distaccato, che in linea di principio continua a pagare le tasse anche in Italia: poi eventualmente avrò la possibilità di recuperare il credito d’imposta se dimostrerò che il pagamento dell’imposta avviene a titolo definitivo nel Paese estero» spiega Benigni. «Anche sul piano previdenziale si deve gestire una potenziale doppia contribuzione, che si evita, in caso di distacco estero, solo se il Paese è convenzionato con l’Italia dal punto di vista previdenziale: in questo caso i contributi si pagano solo in Italia» aggiunge l’ad di ECA Italia. Per affrontare al meglio le diverse complicazioni, ed evitare brutte sorprese dal punto di vista dei versamenti richiesti, ecco che affidarsi ai professionisti di ECA può essere l’idea vincente. «Pianificazione fiscale, previdenziale e contratto sono tre binari paralleli, ma che si incontrano. Aiutiamo l’azienda a costruire bene il trattamento economico per poi gestirlo in modo ottimale a livello fiscale e previdenziale. Tutto deve atterrare sul contratto di distacco, che integra il rapporto di lavoro e norma il rapporto tra l’azienda distaccante e il dipendente» spiega ancora Benigni. «Parliamo di distacco, perché potrei anche procedere alla localizzazione, assumendo in loco il dipendente, ma non risolverei il problema fiscale: se il centro vitale rimane in Italia, l’Agenzia delle entrate chiede comunque di versare imposte nel nostro paese». Quelle che sembrano scorciatoie a volte si rivelano trappole: «negli Stati Uniti ci vogliono 4 o 5 mesi per avere un visto di lavoro. È anche oneroso, ti devi appoggiare a professionisti che si fanno pagare bene. C’è chi usa come escamotage il “business visa”, ma ci vuole grandissima prudenza: lo può utilizzare l’ad che va a fare incontri strategici, non il direttore finanziario che fa il suo lavoro». Meglio non incorrere nelle ire della giustizia, in questo caso a stelle e strisce… e più in generale del paese ospitante!
















