Mirco Gasparotto

Lo dice da sempre Siro Maccioni, lo storico patron di Le Cirque , verace toscano che ha fatto fortuna in tempi non sospetti a New York: il successo è preferibilmente questione di positioning. Fateci caso: seguire il mood, spesso, non basta. Bisogna individuare la propria posizione sul mercato, avere uno “statement”, conoscere i competitors nei loro punti deboli ed osare, essere visionari. Indovinare non solo quello che piace ma pure ciò che piacerà nel medio periodo. Ē così che il food d’autore nella fascinosa ma complicatissima, gelatinosa Roma gourmet (modaiola, a tratti blasfema) vince quando dimostra di avere talento o personalità.

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Adesso è il momento dei ristoranti-bar experience dove si mangia divertendosi, guardando magari lo chef che prepara i piatti o declama le ricette. Dei tanti, nuovi locali il “Thę Best of”comincia da via Giulia dove il Dom Hotel ha perfezionato la fusione con Achilli al Parlamento, enoteca con cucina blasonata di via dei Prefetti. Qui, Massimo Viglietti ha manifestato la sua arte in modo sfrontato, quasi anticonvenzionale, eppure profondamente contemporaneo. Lo chef genovese che piace alla gente che piace è stato chiamato a fare il supervisor della new proposta gastronomica dell’albergo ospitato all’interno del seicentesco palazzo Dom. In cucina si muovono, leggiadri, impeccabili, Andrea Fiducia ed Alessio Tagliaferri che sfilano in perfetta sincronia con Viglietti. Ecco allora l’aperitivo in pillole sulla terrazza che parte dall’ostrica al cucchiaio con mousse di gorgonzola e confettura d’arance, la polpetta di seppia con panatta alle mandorle e finta maionese al nero, il gambero di Mazara crudo affogato al gin ed il mini medaglione di sogliola. La degustazione che attira un pubblico di manager, professionisti, imprenditori ma anche di studenti under 30 costa 20 euro mentre la cena, più ricercata, con vista sui tetti della Città Eterna, spazia fra crudi, cotti, mare o terra (io fossi in voi punterei sulla panzanella di baccalà ed il foie gras con marmellate o il secreto di Pata Negra con spuma di patate e carbone) con etichette molto raffinate.

Ma quando il posto è quello giusto, osserva Mirco Gasparotto, autore del Best seller Pensieri ed azioni per il successo (Linee guida per rivoluzionare la tua quotidianità e andare alla conquista del successo, Hrd Training group edizioni), non è mai una banale questione di tariffe. Come scegliere allora in una capitale convulsa dove i locali aprono o chiudono nel giro di pochi mesi il meeting point veramente top?

Oltre al Dom, un altro classico imperdibile ė la nuova Terrazza dell’Eden che propone colazioni light perfette anche per chi sta a dieta – griffate da Fabio Ciervo – o aperitivi immersi metaforicamente nel verde mozzafiato di villa Borghese.

Spiritosissima poi l’idea della pizza (vegetariana è un must) che, abbinata insolitamente ad una spremuta, costa intorno alle 50 euro, prezzo in linea con un hotel over 5 stelle totalmente ristrutturato ed abitato da star internazionali del calibro di Richard Gere e Monica Bellucci o da Paperoni made in Italy come Diego Della Valle, re delle Tod’s.

L’importante è stupire si, ma garantire il massimo della qualità, argomenta la bella Belinda Bortolan, giornalista ed influencer, comunicatrice assai capace che cura le relazioni esterne di un altra celebre terrazza romana, quella dell’ultimo piano del Bernini Bristol che domina piazza Barberini. Belinda ha gestito il cambio di passo del Giuda Ballerino che, fresco di restyling in sala ed in cucina, propone una linea di assaggi in stile tapas ideata dallo chef stellato Andrea Fusco. Si mangia – ed è un plus-  al bancone dello chef (solo 5 posti per i fortunati vincitori) con degustazione ad hoc.

Chi conosce la Roma dei palati finissimi non potrà poi evitare la visita al Pantaleo, inaugurato il 27 settembre ad opera di Sergio Frasca, ex Imago dell’Hassler o La Pergola di Beck. Food, wine, mixology, cocktail sartoriali (se ne occupa Paolo Sanna) ed una cucina che si sporca le mani davanti ai clienti, non quella impettita delle perfette tavole e plateau degli anni ‘90.

“C’è un certo tipo di gente che non esce più solo per sedersi a tavola ma vuole un locale di taglio experience, dove lo chef magari finisce di comporre il piatto davanti a te, con la cucina aperta”, sottolinea la giornalista Loredana Tartaglia, firma di punta del quotidiano La Repubblica, grande esperta di food & mood.

Quali sono gli altri posti dove si andrà in questo autunno? Pantaleo ok, ma anche All’oro, aperto in aprile, quasi in sordina, dopo il restyling: é uno degli indirizzi “must” del salotto romano. E sta per aprire – questa è un’anticipazione di Economy – il nuovo ristorante della Rinascente di via del Tritone con due opzioni: pizza o ristorante più elegante in terrazza, il tutto griffato dal mitico Riccardo Di Giacinto. Vernisságe il 12 ottobre, grande festa con vip (da Colin Firth a Uma Thurman) i primi di novembre.