In un momento storico in cui l’industria nautica si confronta con commesse più ridotte, richieste sempre più complesse e una crescente attenzione alla sostenibilità dei materiali, ci sono realtà che non solo resistono, ma continuano a crescere trovando nella qualità e nella specializzazione il proprio vantaggio competitivo.
È il caso della Fonderia Albinese, fonderia fondata nel 1960 ad Albino, nel cuore della bassa Valle Seriana, da Giovanni Mismetti e oggi giunta alla terza generazione con la guida di Nensj Carrara. Da oltre sessant’anni la fonderia realizza fusioni in bronzo e ottone, e nel corso del tempo ha saputo costruirsi una solida reputazione soprattutto nel comparto nautico, arrivando a servire cantieri internazionali pur trovandosi ben lontana dal mare. Un paradosso geografico che ha più il sapore della tenacia che dell’anomalia industriale.
«La nautica ai piedi della Val Seriana? Ce lo chiedono tutti – racconta Carrara – ma non c’è una spiegazione precisa: mio nonno iniziò con una fonderia generale, poi arrivarono le prime richieste dal settore navale e quando subentrarono i miei genitori si specializzarono fino a farlo diventare il nostro core business».
Oggi, dalla sede bergamasca escono grezzi di eliche, timoni, supporti ed altri particolari inerenti sempre la linea d’asse: pezzi di grandi dimensioni, progettati su misura e destinati a essere completati in officine specializzate sparse in tutto il mondo. Il cuore dell’attività è rimasto fortemente artigianale: ogni elemento è realizzato a mano, secondo tecniche consolidate e con un’attenzione alla perfezione della fusione di base che rappresenta uno dei principali punti di forza dell’azienda.
«La geometria delle nostre fusioni è molto particolare», spiega la titolare. «Conta tutto il know-how: a fare il nostro lavoro siamo in pochissimi, si contano sulle dita di una mano».
In un’epoca di automazione e produzione in serie, la Fonderia Albinese ha scelto la via della specializzazione e dell’eccellenza su commessa, riuscendo a coniugare tradizione e innovazione senza snaturare il proprio modello produttivo.
«Le nostre attività si possono considerare ancora prevalentemente artigianali», precisa Carrara, «perché credo fermamente che ad oggi, l’esperienza acquisita sul campo, in combinata con la passione per questo lavoro, sia la chiave per cercare di ottenere un prodotto sempre più rispondente alle esigenze di chi ci sceglie anno dopo anno. Nel tempo abbiamo introdotto nel ciclo produttivo, prodotti più ecologici e performanti, cercando di affinare la qualità delle nostre fusioni. Questo ci ha permesso di consolidare la clientela storica e ampliare la nostra offerta commerciale».
L’attenzione al cliente resta centrale nel processo: ogni progetto viene seguito in modo diretto, le specifiche tecniche analizzate in dettaglio, i tempi di consegna ottimizzati per rispettare le richieste del mercato.
«I nostri clienti sanno che da noi possono trovare esperienza, qualità e un rapporto diretto con chi lavora sul loro progetto. Non siamo una grande industria, ma uno dei nostri punti fermi è il capitale umano, infatti siamo riconosciuti per l’affidabilità e la precisione con cui affrontiamo anche le commesse più complesse».
Tra i principali clienti ci sono i cantieri navali europei e privati che cercano componenti su misura. L’azienda esporta il proprio prodotto grezzo in tutto il mondo, forte anche di cinque certificazioni internazionali che ne attestano la qualità e la conformità ai più alti standard del settore.
«Sicuramente è un mondo affascinante», racconta Carrara. «Sono nata qui dentro, è cresciuta sempre più la passione e ho creduto in ciò che i miei genitori hanno costruito. Oggi portiamo avanti una tradizione artigianale che è sempre più ricercata, sia in Italia che all’estero».
Nonostante il mercato presenti un andamento altalenante, come ammette la stessa titolare, la Fonderia Albinese continua infatti a crescere. La sfida è mantenere alta la qualità, proseguendo nel percorso di innovazione sostenibile e mantenendo un legame diretto con il cliente, in un equilibrio difficile ma possibile tra artigianato e industria. Una piccola impresa familiare della Bergamasca che ha saputo conquistare i mari del mondo.
















