«La chirurgia plastica unisce creatività e rigore scientifico»

Eugenio Gandolfi, ricercatore di fama internazionale e specializzato in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica è Presidente Nazionale e socio fondatore AICPE (Associazione italiana chirurgia plastica estetica).

Perché ha scelto questa specializzazione e che cosa le piace di più del suo lavoro? 

Alla domanda cosa vuoi fare da grande, da bambino ero solito rispondere: il chirurgo o il pompiere. Avendo io realizzato la mia ambizione di uomo al servizio della sicurezza delle persone e del territorio come pompiere durante il servizio militare  -tra l’altro con grande dispendio di forze durante il terremoto in Irpinia-  ho intrapreso gli studi di medicina e chirurgia presso il Collegio Ghislieri dell’Università di Pavia per conseguire la laurea.  Nel mio albero genealogico ci sono artisti e pittori e la creatività è una sorta di “affare” di famiglia. Credo di avere scelto la specializzazione in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica proprio perché questa disciplina consente il perfetto equilibrio tra rigore tecnico e creatività.

Dottore mi spieghi meglio… come si coniuga scienza e creatività al servizio della ricerca?

La medicina è scienza e la scienza deve essere ripetibile, ma la chirurgia plastica  -se espressa con serietà- è una sintesi perfetta di arte, creatività al servizio della salute e del senso del bello ( inteso in ambito filofico-estetico). Su questa energia ho fondato il primo centro polispecialistico San Giuseppe a Como nel 1994 in day surgery con sale operatorie e personale altamente qualificato, poi per la necessità di condividere e specializzare il sapere ho fondato la Società Italiana di Chirurgia Plastica ed Estetica che ancora presiedo, perché se nell’equipe sta la ricchezza quando si opera per la salute;  è nella comunità scientifica il valore della condivisione diffusione del sapere.

La medicina e chirurgia estetica sono in costante evoluzione ed oggi la parola d’ordine è cellule staminali. Quali gli scenari?

Nel 2013 è nato il mio progetto più importante a Chiasso dove ho aperto l’Academia Day Clinic, una clinica con sale operatorie e camere di degenza,  dove la precisione e la qualità Svizzera incontrano lo stile Italiano. Il centro è all’avanguardia nei trattamenti e nelle tecnologie al servizio della medicina e chirurgia estetica. Il centro è polifunzionale, il personale è altamente specializzato, ed il futuro è tracciato nell’ambito della medicina rigenerativa. Le cellule staminali infatti, contenute nel tessuto adiposo e prelevate attraverso un piccolo prelievo di grasso, possono essere conservate in superlaboratori speciali  chiamati ”cell factory”  fino a 30 anni (come in banca) e se iniettate sottocute nel viso possono prevenire l’invecchiamento e dove questo sia già avvenuto ringiovanire la pelle, migliorare gli inestetismi in genere.

La Svizzera è un paese molto diverso dall’Italia perche offre opportunità precluse in Europa anche per ragioni legislative …

Premetto che sono orgoglioso di essere italiano e di vivere in Italia,  ma lo sono anche di lavorare a Chiasso, perché si tratta di una posizione geograficamente strategica, capace di unire un contesto internazionale con il sapere Italiano. In Svizzera ricerca e qualità sono valori certificati. La Svizzera consente il bancaggio delle cellule staminali e la successione reinfusione in ambito estetico, mentre in Italia il bancaggio è permesso solo per la ricerca.   

Insomma, imperdibile il prossimo congresso internazionale Aicpe dal 23 al 25 marzo a Firenze…

Sarà un simposio che segnerà il passo: presenteremo infatti in anteprima il nostro progetto sul bancaggio e sarà un’occasione importantissima per dare voce alla capacità italiana di interpretare la chirurgia plastica confrontandosi col mondo.