L’Isee, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, permette di fotografare la situazione economica di un nucleo familiare e rappresenta uno dei tasselli fondamentali per la richiesta di molti bonus e incentivi statali. Al suo interno confluisco il reddito, il patrimonio mobiliare e immobiliare e le caratteristiche del nucleo familiare. Proviamo dunque a capire quando è necessario ricorrere a questo indicatore, come viene calcolato nel 2022 e quali sono i documenti necessari per la sua stesura.
Isee 2022, i documenti necessari
Per quanto riguarda i documenti necessari per ottenere la certificazione Isee 2022, va prima di tutto citata la Dichiarazione sostitutiva unica, Dsu, che al suo interno contiene informazioni di natura anagrafica, reddituale e patrimoniale che permettono di descrivere la situazione economica di una famiglia. Per l’aggiornamento costante del Dsu, ci si può rivolgere ad un Caf oppure si può agire in autonomia nel servizio online predisposto dall’Inps che sfrutta – dal 2020 – un Dsu pre compilata da Agenzia delle Entrate e Inps stesso.
Al fine di ottenere la Dsu è necessario presentare: codice fiscale e documenti di identità del dichiarante; codice fiscale di tutti i componenti; contratto di affitto e copia dell’ultimo canone versato, in caso di affitto; documenti che attestano i redditi percepiti nel 2020; documenti che riguardano il patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto al 31 dicembre 2020; targa o estremi di registrazione al Pra e/o al Rrid di autoveicoli e motoveicoli con una cilindrata pari o superiore a 500cc, di navi e imbarcazioni da diporto, posseduti alla data di presentazione della dichiarazione. Nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti persone disabili andrà certificata l’invalidità delle stesse. Una volta presentata la Dichiarazione sostitutiva unica saranno necessari circa 10 giorni lavorativi prima che il modello Isee venga attestato dall’Inps.
L’Isee può anche essere aggiornato in alcuni momenti, passando così da ordinario a corrente. È il caso che si verifica ad esempio quando un componente del nucleo familiare ha una variazione della propria situazione lavorativa con conseguente modifica dei trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non rientranti nel reddito complessivo. Qualora tale variazione reddituale contribuisca a modificare l’Isee in misura maggiore al 25% sarà necessario ricalcolarlo ordinariamente.
















