Una domanda al centro dell’economia internazionale e di molte controversie commerciali è: come si determina se la valuta di un Paese è sottovalutata o sopravvalutata? George Soros nel 1992 seppe come rispondere quando scommise con successo 5,1 miliardi di dollari contro la sterlina britannica e 10 contro la lira italiana, che egli, insieme ad altri speculatori, riteneva fossero sopravvalutate. L’episodio è famoso e ricordato nella storia finanziaria come il Mercoledì nero: sotto quell’assalto la sterlina e la lira crollarono costringendo il Regno Unito e l’Italia a uscire dallo SME. Un fatto del genere non si è più ripetuto perché fra gli operatori economici non c’è certezza su quali siano i fattori per valutare in modo infallibile l’eventuale sopravvalutazione o sottovalutazione di una moneta. In realtà un sistema di misura esiste: il Tasso di Cambio Reale o Real Exchange Rate (RER).
Tasso di cambio nominale e Tasso di cambio reale. Definizioni
Il Tasso di cambio nominale viene usato quando con una valuta ne vogliamo acquistare un’altra. È espresso come il prezzo interno della valuta estera. Quindi, se a un detentore di dollari statunitensi l’acquisto di un euro costa 1,13 dollari, per il detentore di euro il tasso nominale è di 0,88 euro per dollaro (ovvero 1/1,13). Ma il tasso di cambio nominale non è tutto. La persona o l’impresa che compra un’altra valuta è interessata ai beni o ai servizi che con essa si possono acquistare. Quel bene si compra meglio in dollari o in euro? Qui entra in gioco il RER che cerca di misurare il valore dei beni di un paese rispetto a quelli di un altro paese, di un gruppo di paesi o del resto del mondo al Tasso di cambio nominale.
Il Tasso di cambio reale tra duePpaesi può essere misurato su un singolo bene o servizio rappresentativo. Un semplice esempio aiuterà a capire meglio: un Big Mac, l’hamburger di McDonald’s venduto in molti Paesi in versioni praticamente identiche. Se il Tasso di cambio reale per quel bene fosse 1, l’hamburger costerebbe lo stesso negli Stati Uniti e in Germania: sarebbe questo il caso se il Big Mac costasse $ 5,10 negli Stati Uniti e € 4,50 in Germania. Per un prodotto unico – per il quale i prezzi sono uguali ai tassi di cambio – dollaro ed euro hanno parità di potere d’acquisto e il RER è uguale a 1. Ma supponiamo che l’hamburger venga venduto a 5,40 euro in Germania. Ciò significherebbe che costa il 20% in più nell’area dell’euro che negli Stati Uniti, suggerendo quindi che l’euro è sopravvalutato del 20% rispetto al dollaro.
Calcolo del Tasso di cambio reale (formula RER)
Il Tasso di cambio reale (RER) tra due valute è dunque il Tasso di cambio nominale (e) moltiplicato per il rapporto dei prezzi tra i due paesi, P/P*. Il RER è quindi eP*/P. Consideriamo il caso della Germania rispetto agli USA. Nell’esempio appena fatto con il prezzo del Big Mac abbiamo visto che il RER è uguale a 1. Quindi, all’attuale tasso di cambio dollaro-euro, l’euro non appare né sottovalutato né sopravvalutato rispetto al dollaro.
Consideriamo ora il RER tra Cina e Stati Uniti. Un dollaro USA acquista 6,36 yuan, quindi il tasso di cambio dollaro-yuan è 1/6,36 o 0,157. Con un prezzo medio del Big Mac in Cina di circa ¥ 20, il costo in dollari statunitensi dell’hamburger in Cina (cioè e x P) è = 20 x 0,157 = 3,14. Poiché il prezzo del Big Mac negli USA è di $ 5,10, il RER dello yuan rispetto al dollaro è 3,14/5,1 = 0,62. Un valore inferiore a 1 che indica la sottovalutazione dello yuan. Il RER è inferiore a 1 di 38 centesimi, quindi lo yuan è sottovalutato del 38% rispetto al dollaro. In realtà gli economisti per determinare il RER non usano un singolo prodotto – un orizzonte troppo limitato che può essere soggetto a condizioni specifiche – ma un ampio paniere di beni. Dato che il valore di un tale paniere normalmente assume la forma di un numero indice, come l’indice dei prezzi al consumo, comprendente sia beni sia servizi, anche il RER è tipicamente espresso come un indice che può essere confrontato per qualsiasi periodo di tempo prescelto.
















